Sicurezza
Sui servizi ospedalieri guerra tra Pescia e Pistoia
Reazioni alle lamentele per anatomia patologica al Cosma e Damiano L’assessore alla sanità: «Basta mungere la Valdinievole come una mucca»
PESCIA
Una guerra per i servizi. È quella che si sta scatenando fra Pescia, Pistoia e San Marcello. Il piano sanitario provinciale non piace a nessuno, tanto meno ’'idea di complementarietà. Così ognuno ha cominciato a pensare al proprio campanile. E da Pistoia, inaspettatamente, è arrivata la notizia, della decisione di alcuni consiglieri comunali di dar vita a una petizione, affinché il reparto di anatomia patologica non sia esclusività dell’ospedale di Pescia.
Una notizia che certo non ha lasciato indifferente la città dei fiori, che ormai da oltre un anno lotta attraverso un comitato per non lasciarsi portar via reparti ospedalieri e che, a malincuore, ha dovuto accettare una riorganizzazione che dall’Asl è vista come un tentativo di migliorare l’efficienza e diminuire i costi, dai cittadini invece come un lento e progressivo smantellamento della struttura ospedaliera.
«L’iniziativa portata avanti da alcuni consiglieri pistoiesi – tuona Francesco Conforti, assessore alla salute del Comune di Pescia – mi sembra un atto molto prepotente ed egoista. Quello che sta avvenendo è vergognoso. Il tutto perché il nuovo ospedale di Pistoia non sia antieconomico, poiché le finalità sono chiare. La nuova struttura che verrà inaugurata nell’estate del 2013, per essere economicamente sostenibile, dovrà funzionare a pieno regime 24 ore su 24. Per far questo sono mesi che si stanno attingendo servizi dalla periferia, impoverendola. Così avviene per la chirurgia di San Marcello. Così sta accadendo anche su Pescia, col reparto di pediatria che si porterà dietro, a ruota, anche maternità. È ora di finirla di spremere la Valdinievole come se fosse una mucca da mungere. Se deve esserci la complementarietà, che sia biunivoca».
Parole rassicuranti arrivano però dall’azienda sanitaria, che vede gli interventi apparsi in questi giorni sulla stampa tentativi tesi «a proteggere interessi personali più che situazioni obiettive».
«La disciplina di anatomia patologica – si legge in un comunicato – è regolarmente prevista e mantenuta nel nuovo ospedale di Pistoia, esattamente come fino a oggi è stata mantenuta sull’ospedale di Pescia. La manovra proposta dall’azienda consiste unicamente in un’inversione dei flussi riguardanti l’attività routinaria che, come fino a oggi ha funzionato con Pescia, non si capisce perché non dovrebbe funzionare con Pistoia. La scelta aziendale, infatti, peraltro adottata in molte altre realtà (solo il 25% degli ospedali è fornito di un sevizio di anatomia e istologia patologica) è stata dettata principalmente dalla necessità di razionalizzare le risorse del settore, e trovare adeguata collocazione in ambito aziendale. Ritardi e alterazioni, che non si capisce perché si verificherebbero solo nella direzione Pistoia Pescia, dipendono da procedure e organizzazione, non certo dal chilometraggio intercorrente tra i siti di produzione. La programmazione sanitaria dell’azienda è sempre stata improntata a garantire la massima qualità e non è certo contro gli interessi dei cittadini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google