Il Tirreno

Montecatini

Arriva a Canale 5 il giovane mago del cubo di Rubik

di Luca Signorini

Riesce a risolvere il rompicapo usando solo i piedi Studente di informatica protagonista in tv

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO

Lui ha due talenti. Primo: riesce a risolvere il complicatissimo e ingarbugliato cubo di Rubik in circa 8 secondi scarsi. Come se non bastasse (secondo talento) si armeggia brillantemente pure a piedi nudi. Ci mette più o meno 2 minuti, quello che serve per considerarsi campione italiano della disciplina e recordman di tempo.

Si chiama Simone Santarsiero, ha compiuto 22 anni lo scorso 30 gennaio, e abita in via Empolese a Monsummano. Non è un mago, ma un ragazzo delle nostre parti. Diplomato all’Iti di Pistoia è ora studente universitario a Firenze, facoltà di Informatica.

Non è uno scienziato pazzo che eccelle in una cosa e presenta lacune in tutte le altre. È un giovane normale, come tanti altri. Ma con una passione particolare: il cubo di Rubik appunto, con le sue facce e i suoi dadini colorati da incastrare.

«Io non sono un genio in matematica come molti pensano – dice Simone – certo, per risolvere l’enigma in pochissimo tempo devo imparare un centinaio di algoritmi. Ma, a questi, devo aggiungere pratica, costanza, allenamento e una predisposizione alla logica, al ragionamento. E poi è necessario un ottimo colpo d’occhio: quando faccio una mossa penso subito a quella successiva, come se staccassi la vista dal movimento muscolare».

Sono cose che lasciano il segno. Pure in tv. Anzi, principalmente in tv. È di sabato in prima serata, infatti, la sua partecipazione al programma di Canale 5 Italia’s Got Talent, dove ha risolto il rompicapo con i piedi. Un’esibizione di due minuti che ha riscosso l’apprezzamento dei tre giudici dello show: Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi.

«Era la mia seconda partecipazione a un evento televisivo – continua Simone – prima ero andato a Fenomenal su Italia Uno. Due sono le cose che mi sono piaciute di più: il bacio di Belen e la mia sicurezza sul palco, non ero per niente emozionato».

Un’esperienza da raccontare. In fondo, tutto è iniziato per caso: «Nel 2008, quando facevo ancora le superiori – spiega Santarsiero – il professore di elettronica, materia dove peraltro non eccellevo, ci disse che chi sarebbe riuscito a risolvere il cubo di Rubik aveva diritto a un voto alto in pagella. Mi misi d’impegno: in un paio di settimane imparai gli algoritmi e le mosse, e riuscii a risolverlo in classe in poco più di un minuto, tra lo stupore generale. Alla fine, però, il professore non mi alzò il voto».

Cose che succedono. Come succede di partecipare a 17 gare totali, tra cui un Mondiale a Dusseldorf .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa