Il Tirreno

Montecatini

Energia dagli scarti del florovivaismo

di Eugenio Fagnoni

Avanzata al comitato di distretto la proposta di realizzare un impianto a biomassa

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PESCIA

Ricerca ed energie alternative: questi i temi affrontati nella prima riunione del nuovo distretto floricolo sotto la guida del neo presidente Marco Carmazzi.

Dopo che è stato rinviato alla prossima seduta il discorso sulle attività di promozione, e aver fissato per mercoledì (alle 17 alla Camera di Commercio di Viareggio) il seminario di studio sui contenuti della seconda trance dei piani integrati di filiera, il comitato di distretto ha poi definito le linee operative di due interventi.

Appunto, il primo interessa la ricerca e l’innovazione, mentre il secondo riguarda le energie alternative . Queste linee di intervento verranno esposte all’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori, per verificare qual è la condivisione di Firenze sui progetti e in che modo possa prevedere un proprio coinvolgimento, anche sotto il profilo finanziario.

«Condivido – è il commento di Adelmo Fantozzi , che nel distretto rappresenta la Cia - l’idea di costruire una filiera per le energie alternative da biomasse , che può essere alimentata sia con gli scarti delle lavorazioni florovivaistiche, che con gli sfalci dei cannelli del Padule ».

Un progetto, quello a cui fa riferimento Fantozzi, capace di ottenere più risultati in una volta sola: trasformare il problema dell’eliminazione degli scarti verdi, in una risorsa.

«Il distretto è entrato nel concreto dei problemi – dice Walter Incerpi, che rappresenta il movimento cooperativo – con idee e progetti per la ricerca, e le energie rinnovabili nell’ambito delle biomasse. È interessante poi il seminario sui Pif, per conoscerne le strategie e le finalità utili al comparto florovivaistico del nostro comprensorio».

«Si è trattato – dichiara Franco Menchini, che rappresenta la Camera di Commercio di Pistoia – di una riunione positiva, che ha messo in calendario proposte concrete come quella sulla ricerca di nuove piante e di soluzioni alternative per i terricci, poiché la torba va in esaurimento. È molto concreta anche l’idea di realizzare una filiera sulle energie da biomasse, considerando anche che sulle nostre montagne operano già produttori di materia prima».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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