Il Tirreno

Montecatini

Sopralluogo nella scuola tra muffe e infiltrazioni

di Francesca Maltagliati

L’Asl conferma tutti i problemi di Palazzo Piacentini: subito i primi lavori in attesa dell’intervento più radicale in programma a partire dal mese di marzo

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PESCIA

Infiltrazioni d’acqua, muffe, bagni in pessime condizioni: anche l’Asl riconosce lo stato di degrado di Palazzo Piacentini, sede distaccata del liceo Lorenzini.

Dopo due sopralluoghi effettuati nel giro di pochi giorni, anche l’azienda sanitaria non ha potuto negare l’evidente stato di degrado della struttura, riconoscendo la necessità di eseguire un intervento immediato per risolvere almeno le questioni più urgenti, che riguardano essenzialmente le muffe dovute alle infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto.

E la visita alla scuola effettuata ieri mattina anche dagli ingegneri e dai tecnici provinciali è servita proprio a questo: a valutare l’opportunità di eseguire dei lavori immediati. Opportunità che a quanto pare c’è. Partiranno quindi subito, presumibilmente la settimana prossima, i lavori di imbiancatura interna e degli interventi di ristrutturazione dei bagni. Sono quindi servite le proteste portate avanti negli ultimi giorni dagli studenti del liceo e gli appelli dei genitori.

«Siamo soddisfatti – dicono alcuni rappresentanti dei genitori – del fatto che adesso pare essere alta l’attenzione sulle condizioni della struttura, anche se ogni tanto sarebbe bello che le istituzioni si interessassero prima di far arrivare la situazione al limite. Noi, comunque, visti i precedenti non ci fermiamo, e continueremo a tenere il fiato sul collo dei vari enti».

A essere chiamati in questione sono il Comune e la Provincia. Il primo è il proprietario, la seconda ha invece in comodato d’uso da due anni la struttura. Su quest’ultima finora nessuno dei due è mai intervenuto, nonostante i soldi per la manutenzione ci fossero.

Sono infatti in molti, oggi, a chiedersi che fine abbia fatto la quota pagata dalla Provincia al Comune di Pescia per affittare l’immobile. Si parla di 50mila euro l’anno versati per svariati anni, che avrebbero potuto coprire buona parte delle spese che oggi si rendono necessarie per il restauro.

Il costo totale dell’intervento è di 550mila euro, soldi che dovrà sborsare la Provincia, che per coprire il progetto ha acceso un mutuo, dopo aver atteso dei fondi ministeriali mai arrivati.

I lavori in questo caso partiranno a fine marzo e comprenderanno sia interventi di consolidamento della struttura, che il rifacimento dell’impianto elettrico e di quello idraulico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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