Sicurezza
Carlo Parlanti torna a essere un uomo libero
Da ieri Carlo Parlanti è un uomo libero. Cittadino indesiderato per gli Stati Uniti, ma pronto a rientrare in Italia. Per il manager informatico montecatinese, però, la trafila burocratica non si...
Da ieri Carlo Parlanti è un uomo libero. Cittadino indesiderato per gli Stati Uniti, ma pronto a rientrare in Italia.
Per il manager informatico montecatinese, però, la trafila burocratica non si esaurisce con l'addio alla cella del carcere di Avenal dove ha vissuto dal giugno 2005. L'ufficio immigrazione Usa prende tempo, nonostante il governo italiano abbia già pronti i documenti per l'espatrio. Un comportamento che suscita perplessità - l'ennesima tra quelle che hanno imparato a conoscere del mondo giuridico americano - nella famiglia Parlanti e nell'associazione "Prigionieri del silenzio" che si occupa di italiani detenuti all'estero.
Se non ci saranno anticipazioni nelle procedure, per le quali sta lavorando l'ambasciata, Carlo Parlanti rimetterà piede in Italia il 22 febbraio. Atterrerà a Roma di prima mattina.
Quando iniziò il calvario giudiziario concluso ieri non aveva ancora 40 anni. Era il luglio 2004 e all'aeroporto di Dusseldorf venne arrestato su mandato di cattura internazionale. Erano le accuse di stupro e sequestro di persona nei confronti dell'ex convivente che poi in California gli costarono una condanna a 9 anni. (p.b.)
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