Il Tirreno

Montecatini

Arriva un decalogo per installare i pannelli solari

di Eugenio Fagnoni

I costi del gasolio agricolo e la necessità di scaldare le serre fisse per proteggere le coltivazioni, sollevano la domanda sul come uscire da questa situazione e pongono con forza il tema

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PESCIA

I costi del gasolio agricolo e la necessità di scaldare le serre fisse per proteggere le coltivazioni, sollevano la domanda sul come uscire da questa situazione e pongono con forza il tema delle energie rinnovabili.

Sull’argomento un’indicazione oggettiva arriva dall’indagine di un’agenzia internazionale, la Supply Market Brief dell’Ihs, che certifica come la nostra regione sia la maglia rosa del settore fotovoltaico, con «il maggior numero di impianti , ben 8.347 che producono 337 megawat».

«Si tratta di un risultato importante – commenta il presidente dell’Uncem Oreste Giurlani – che conferma la volontà dei territori, compresi quelli montani, di operare nel rispetto dell’ambiente. E in quest’ottica i Comuni della Toscana rappresentano una vera risorsa per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio. Sono un valore aggiunto essenziale, che non si può sottovalutare. È necessario continuare in questa direzione per promuovere uno sviluppo ecosostenibile a livello territoriale. Le energie rinnovabili rappresentano un ottimo investimento, sia in termini economici che ambientali, per lo sviluppo economico della nostra regione e dell’agricoltura in particolare . Si deve quindi puntare sempre di più sulla produzione e sull'utilizzo diretto delle energie rinnovabili».

L’argomento sarà affrontato anche nella riunione del Comitato di distretto , in programma questa mattina al Comicent.

«La nostra organizzazione – commenta il presidente della Cia di Pistoia Sandro Orlandini – si è molto impegnata affinchè la Regione approvasse la " legge che disciplina il fotovoltaico a terra. Il tutto per fare il bene dell’agricoltura toscana e promuovere concretamente la green economy, la tutela ambientale e il paesaggio, mettendo un freno al rischio del pannello selvaggio. La legge regionale, infatti, per noi della Cia, contiene tre elementi positivi: diventa prioritaria la funzione agricola del territorio rurale, si pone un freno decisivo all’erosione dei suoli agricoli e, di conseguenza, non ci potrà essere ulteriore sottrazione di terreni agricoli».

La giunta regionale ha approvato una sorta di vademecum particolareggiato sugli impianti a terra di potemza superiore a 20 Kwp (minor consumo del territorio, riutilizzo delle aree degradate, progetti ad hoc in base alla specificità dell'area in cui l’intervento viene realizzato e innovazione).

Ogni progettazione dovrà partire dall’analisi del rapporto fra l’impianto e le condizioni preesistenti dei luoghi . Deve poi tener conto di una serie di criteri che riguardano aspetti idrogeomorfologici e di localizzazione, l’impatto visivo, le modalità di recinzione e quelle per i sistemi di sicurezza. Ma soprattutto sono regolamentate le caratteristiche con cui si devono costruire gli impianti e, anche, le relative infrastrutture, compresa la viabilità di accesso. Il vademecum della giunta regionale definisce infine le modalità che dovranno essere osservate in ogni fase della vita dell’impianto, a partire dalla sua costruzione fino ad arrivare alla dismissione, dopo la quale dovrà essere garantito il ripristino dello stato dei luoghi.

Regole che interessano da vicino il florovivaismo locale, che vede proprio nella produzione energetica un possibile sostegno economico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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