La manifestazione
Leopoldine, nessuna risposta sui lavori
Terme: consiglieri d’opposizione insoddisfatti dopo l’audizione nella commissione società partecipate
MONTECATINI
Non si sa quando riapriranno i cantieri alle Leopoldine, non si sa quanti soldi mancano per finire i lavori e non si sa cosa serve ancora per “soddisfare” Bnl e riattivare i canali del credito. Le tre domande chiave non sono state soddisfatte ieri dall'amministratore unico delle Terme, Paola Paganelli, durante l'audizione in commissione società partecipate. In compenso siamo venuti a conoscenza di alcune (importanti) notizie di “contorno”.
«Il clima attorno alle Leopoldine – ha esordito il presidente della commissione, Riccardo Sensi – è di rassegnazione, piuttosto che di preoccupazione. Ma su questo punto si gioca la credibilità di tutta la città». «Il Comune – gli ha risposto il sindaco, Giuseppe Bellandi – ha già fatto tutto quello che poteva fare e che era stato richiesto: aumento di capitale, tassa di soggiorno, Prat. Il momento però non è dei più facili per il sistema bancario».
Ha quindi preso la parola l'Au Paganelli, che alla fine ha resistito a un vero e proprio bombardamento di domande da parte dei consiglieri comunali. «L'interruzione dei lavori il 1° aprile 2011 è dovuto essenzialmente a motivi finanziari. I nostri tecnici hanno comunque proseguito per portare a termine la fase di progettazione esecutiva assieme allo studio Fuksas. Ci sono novità anche da parte di Bnl, il cui comitato crediti di Roma ha ratificato il prestito obbligazionario emesso dalle Terme, ha approvato la proroga per la vendita delle quote fino al 30 aprile e soprattutto ci ha autorizzato a prevedere un ulteriore indebitamento in bilancio per 3 milioni di euro, come da noi richiesto. Ora saranno possibili scoperti in conto corrente e potremo richiedere anche l'anticipo delle fatture alla Asl e i contributi in conto capitale dallo Stato. L'obiettivo, ora, è arrivare alla revisione del contratto con le banche entro fine aprile. Ricordo che il cantiere è chiuso, ma non abbandonato. E la Cmsa è pronta a ripartire, avendo anche ricevuto un bonifico a gennaio».
Detto del “contorno” (per quanto importante), alle tre fondamentali domande iniziali non è stata data una risposta. Questo ha mandato su tutte le furie il consigliere Eugenio Pancioli, che si è lamentato che «non abbiamo un quadro preciso della situazione e quello che ci viene detto da due anni è aria fritta. Quanti soldi ci vogliono per completare le Leopoldine?».
«Perché – ha incalzato Sensi – nonostante l'impegno economico di Regione e Comune la Bnl non sblocca il mutuo? C'è qualcosa che non sappiamo?»
Domande alle quali è mancata risposta. «Senza l'impegno degli enti pubblici – ha comunque detto Paganelli – Bnl ci avrebbe detto di no un anno fa. Invece stiamo cercando di rivedere il contratto entro il 30 aprile. E una volta ripartiti i lavori ci vorrà un anno o poco più per portarli a termine. Quindi, nella migliore delle ipotesi, entro la fine del 2013».
L'ultima stoccata arriva dal sindaco sui bond termali, che stentano a decollare. «Mi sarei aspettato un maggiore attaccamento ai colori, oltre che tanti discorsi».
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