Il Tirreno

Montecatini

Produrre energia accanto ai fiori per aiutare i vivai

di Eugenio Fagnoni

Minicentrali rinnovabili per integrare i redditi delle aziende Se ne parlerà al prossimo incontro del comitato di distretto

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PESCIA

Non tutti i mali vengono per nuocere, recita l’adagio, e, in un certo senso, il caro carburanti potrebbe comportare anche qualche beneficio, sotto forma di adozione di metodi alternativi per produrre energia. Non solo per destinarla direttamente alle attività florovivaistiche, ma anche per creare un’ulteriore fonte di reddito. Si parlerà anche di questo giovedì mattina, nel comitato di distretto convocato al Comicent dal presidente Marco Carmazzi.

Si tratta del primo incontro operativo dopo l’elezione del presidente, e presenta un ordine del giorno molto nutrito. Questi gli argomenti che dovranno essere affrontati: proposte per attività promozionale; proposte per attività di ricerca; proposte per le energie alternative e, infine organizzazione di un seminario con un dirigente della Regione per entrare nel merito dei nuovi interventi previsti dai piani integrati di filiera (i “Pif” ) . I Pif, come aveva anticipato l’assessore regionale Gianni Salvadori, in questa seconda trance mettono a disposizione dell’agricoltura specializzata toscana un plafond di 20 milioni di euro.

Il presidente Marco Carmazzi, vista l’importanza dei temi sul tappeto, chiede che all'incontro operativo di giovedì partecipino tutti i componenti del comitato di distretto. Sono pertanto stati inviati alla riunione i Comuni di Pescia e di Viareggio, le Camere di Commercio di Lucca e Pistoia, le due amministrazioni provinciali, i mercati dei fiori di Viareggio e di Pescia , le tre organizzazioni professionali di categoria (ossia Coldiretti, Cia e Confagricoltura), i rappresentanti delle cooperative, quelli dei soggetti privati e delle associazioni e i rappresentanti del sindacato dei lavoratori.

Sulla questione del ricorso alle energie rinnovabili, che è uno dei principali punti all’ordine del giorno del comitato, l’ ordine dei dottori agronomi e forestali ha organizzato una giornata di studio. Al termine è stato diffuso un documento in cui si evidenzia come «in una fase economica di crisi che sta colpendo pesantemente le aziende agricole, le energie rinnovabili rappresentano un ottimo elemento di integrazione al reddito per l’azienda».

«Non si può fare a meno delle energie rinnovabili – prosegue il rapporto dell’ordine – e oggi, grazie alla professionalità dei dottori agronomi e dei dottori forestali impegnati in questo ambito, è possibile individuare in ogni territorio, un’area idonea per l’installazione di pannelli fotovoltaici, impianti a biomasse, biogas o pale eoliche, senza per questo causare danni, anche solo d’ immagine, al paesaggio o all’ambiente».

La presidente della federazione della Toscana dell’ordine, Monica Coletta, ha sottolineato come «le agroenergie rappresentano un’opportunità per il mondo agricolo, e i dottori agronomi e forestali metteranno a disposizione le loro competenze nella pianificazione, progettazione e gestione degli impianti. Abbiamo le conoscenze per valutare l’impatto paesaggistico e le potenzialità produttive dei territori, in termini di biomassa agricola e forestale, per valutare la convenienza e la sostenibilità degli impianti, che possono rappresentare un sostegno a integrazione all’attività agricola, di produzione e presidio del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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