Il dolore
No all’acqua privatizzata: altri sportelli
Prosegue in tutta la Valdinievole la campagna in difesa dell’esito del recente referendum
MASSA COZZILE
Proseguono le iniziative di presentazione della “Campagna di Obbedienza Civile” promosse dal la Rete Acqua Beni Comuni della Valdinievole, e si allunga la lista di apertura di nuovi sportelli a sostegno delle procedure di autoriduzione delle tariffe, con una lettera di diffida, a nome dell’intestatario della bolletta, da inviare ai responsabili della gestione del servizio.
La campagna è partita dall’incontro, al Circolo Arci della Casina Rossa di Montecatini, concretizzatosi con la decisione di aprire uno sportello al circolo stesso ogni giovedì, dalle 18 alle 20 a partire dal 9 febbraio.
A seguire c’è stato l’incontro di Monsummano, alla presenza di alcuni esponenti politici, che ha portato all’apertura anche sul territorio monsummanese di due sportelli: uno al bar Rinascita ogni sabato a partire dal 19 febbraio dalle 10 alle 12, e l’altro al Bar Michi di Cintolese, ogni mercoledì a partire dal 15, dalle 18 alle 20.
La presentazione della Campagna ritorna ora a Montecatini, dove venerdì è prevista un’assemblea pubblica al Bar Dante di via Marruota (alle 17,30), probabile sede di un secondo sportello.
Da domani poi si apre quello al Circolo Arci di Margine Coperta, previsto per ogni mercoledì dalle 18 alle 19,30.
Entro breve altri sportelli saranno aperti anche a Chiesina Uzzanese e Pescia, dove è già prevista un'assemblea pubblica di presentazione della campagna per giovedì 23 febbraio, alle 21,15 al Circolo degli Alberghi di via Zei.
«Lo scopo di questi appuntamenti – si legge sulla nota degli organizzatori – è quello di dare eco alla modalità di attuazione dal basso del referendum, con la decurtazione dal calcolo delle tariffe della voce corrispondente alla “Remunerazione del capitale investito”, visto che nessun gestore in accordo con i comuni dell’Ato 2 ha provveduto a farlo. Ma la volontà popolare è stata chiara nel chiedere un cambio generale di indirizzo nelle politiche di gestione dei servizi pubblici, ribadendo che le logiche del profitto sono inconciliabili con quelle dell'interesse generale. Eliminare dalla bolletta la percentuale indebita significa porsi dalla parte della legge».
«La percentuale del 7% è calcolata sulla somma degli investimenti totali previsti per un certo periodo dai piani d’ambito – continua l’intervento – e dal momento che questi sono rivedibili, essa grava in modo variabile di anno in anno in tariffa. Sui cittadini serviti da Acque Spa l’aggravio in percentuale per quest’anno corrisponde al 18, 18 % della bolletta. È bene ricordare, tuttavia, che non si tratta solo di un “risparmio”, ma di una questione di principio per iniziare un percorso a ritroso che porti a invertire quella linea politica e normativa che considera i servizi pubblici non tanto beni indispensabili a promuovere una vita dignitosa e libera come sancito dalla Costituzione, ma solamente occasione di profitto».
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