Gli studenti dell’Alberghiero a lezione contro l’infarto
È arrivato anche all’istituto alberghiero Martini il progetto organizzato da Takeda, in collaborazione con l’Associazione Diabetici e l’Asl 3 Pistoia, intitolato “La catena della...
MONTECATINI
È arrivato anche all’istituto alberghiero Martini il progetto organizzato da Takeda, in collaborazione con l’Associazione Diabetici e l’Asl 3 Pistoia, intitolato “La catena della sopravvivenza”.
Si tratta di un breve, ma intenso, corso di formazione al pronto soccorso, rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori, ai loro insegnanti e alle famiglie. La lezione, tenuta da Giuseppe Sgobba, medico specialista in cardiologia, e da Gabriele Fedi, responsabile della Takeda, si è svolta sabato mattina nella sede di via Galilei.
Ad apprendere i contenuti fondamentali, per sapere come comportarsi per soccorrere un adulto colpito da arresto cardiaco, c’erano gli studenti delle classi quinta C e quinta D (indirizzo turistico). Studenti che hanno potuto svolgere una prova pratica con il mini “Anne Kit”. Si tratta di un busto che consente di esercitarsi per imparare a eseguire correttamente un massaggio cardiaco, nell’attesa dell'intervento del 118. Al termine del corso sono stati lasciati alla scuola,in omaggio, 20 kit che adesso serviranno ai docenti di scienze e educazione fisica per insegnare a tutti gli studenti i passaggi fondamentali di primo soccorso.
Per sdrammatizzare è stato mostrato anche un divertente video con il noto comico britannico Mister Bean, alle prese con un grottesco intervento salva-vita.
La sopravvivenza in caso di arresto cardiaco dipende dalla realizzazione della corretta sequenza di una serie di interventi.
Il termine “Catena della Sopravvivenza”, coniato dall’American Heart Association, esprime, in modo sintetico e facilmente memorizzabile, l’approccio universalmente riconosciuto, e sottolinea l’importanza della sequenza e della precocità degli interventi salvavita.
La catena della sopravvivenza è costituita da una serie di anelli concatenati: la mancata attuazione di una delle fasi porta inevitabilmente all’interruzione della catena riducendo in modo drastico le possibilità di portare a termine con esito positivo il soccorso.
«Provate ad immaginare – ha esclamato il dottor Sgobba – la sensazione di frustrazione causata dall’impossibilità di prestare il nostro aiuto, o di usare un defibrillatore nel caso in cui una persona sta rischiando di perdere la vita».
Una frase che ha impressionato molto gli studenti, i quali hanno mostrato entusiasmo per la concreta opportunità di formazione al primo soccorso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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