Finanza
Via libera al piano strutturale
Ampliamenti fino al 20% sulle abitazioni e partirà da subito la nuova area industriale
di Francesca Maltagliati
PESCIA
La città può dire addio al vecchio piano regolatore e dare il benvenuto al nuovo piano strutturale. È stato infatti approvato nel consiglio comunale di martedì il documento che detta le linee di indirizzo e gli obiettivi principali per lo sviluppo urbanistico del territorio. «Erano dodici anni – dice il sindaco Roberta Marchi – che la città, bloccata dalle salvaguardie imposte dalla Regione, voleva ripartire. Ora finalmente lo strumento per farlo c’è. Sono rammaricata solo del fatto che le minoranze si siano opposte. Avrebbero potuto astenersi, dal momento che tutti eravamo consapevoli della necessità di ridare un impulso alla città». Hanno infatti dato il voto contrario tutti i consiglieri di opposizione presenti (tre gli assenti: Antonio Abenante, Roi Giorgi e Roberto Michelotti, chi a causa del gelo sulle strade, chi perché in ferie).
«Troppo consumo del territorio e poca condivisione nelle scelte fatte», spiega Ferdinando Campolunghi di Rc, ma la maggioranza smentisce, dicendo che il piano è stato condiviso e che è stata l’opposizione a volersi “chiudere a riccio”. Astenuto il gruppo di Fli, di cui formalmente Marco Ardis non fa più parte, visto che martedì è arrivata al presidente del consiglio comunale, da parte del capogruppo Salvatore Leggio, la richiesta di esclusione di Ardis. Polemiche a parte il piano adesso c’è e porterà a un inevitabile cambiamento del volto della città.
Piano Casa. Bloccato dalla Regione Toscana per tutti quegli enti che non avevano il piano strutturale, adesso potrà esser applicato e «già da oggi – dice il sindaco – i cittadini potranno organizzarsi con i tecnici per effettuare quell'ampliamento del 20% previsto».
Edilizia. Il piano prevede un massimo di 214mila metri quadrati di superficie edificabile per uso residenziale o riservata a negozi di piccolo vicinato o ad uffici direzionali. Di questi un minimo del 40% dovrà essere il risultato del recupero dell'esistente, mentre 126mila metri quadrati è la superficie massima da riservare alle nuove strutture o agli ampliamenti. Inoltre il 20% del totale ha il vincolo della prima casa. Limiti e vincoli vengono però posti in zone dall’alto valore storico e ambientale, per cui le zone che vedranno lo sviluppo maggiore saranno quelle di Veneri e degli Alberghi.
Business Park. Prevista la nascita di una zona industriale a Macchie di San Piero. Al bando per la ricerca di imprenditori interessati allo sviluppo dell’area hanno risposto in sette, con proposte di vario tipo. Il prossimo passo sarà quindi la variante anticipatoria al regolamento urbanistico, che permetterà lo sviluppo immediato della zona. Sarà quindi proprio l’area industriale la prima che, presumibilmente, vedremo svilupparsi.
Invarianti strutturali. Così vengono classificate nel piano quelle zone che, per le loro caratteristiche, necessitano di tutele particolari. Fra queste naturalmente Collodi, dove comunque si prevedono interventi di riqualificazione e la nascita di strutture ricettive e turistiche, e la Svizzera Pesciatina. Ora il prossimo passo, oltre alle varianti anticipatorie, sarà la stesura del regolamento urbanistico. Tempo previsto: un anno e mezzo.
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