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Montecatini

In coma da nove anni gli sospendono l’assegno di invalidità

L’Inps: “colpevole” di mancata dichiarazione dei redditi ma poi l’istituto si accorge dell’errore informatico

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di Pietro Barghigiani

MONSUMMANO

La burocrazia non smentisce mai se stessa. Al riparo dal rispetto formale delle procedure e con la scusa degli errori informatici, può anche capitare che una persona in coma vegetativo si veda sospendere la pensione di invalidità perché non ha presentato la dichiarazione dei redditi.

È successo a Catania a Salvatore Crisafulli, 46 anni, per anni residente a Monsummano, ospite nella casa del fratello Pietro che non hai smesso di lottare per chiedere alle istituzioni cure e assistenza adeguate per il familiare vittima nel 2003 di un incidente stradale. È la seconda volta che i computer dell’Inps catanese additano Crisafulli come presunto titolare di una pensione che non gli spetta. All’epoca la spiegazione, con pubbliche scuse, fu che «era stato un errore del sistema informatico. Quella di Salvatore Crisafulli era una di quelle pensioni che non andavano revisionate»

Ora ci risiamo. I computer, o chi li utilizza, sono andati di nuovo in tilt.

«Se due anni fa trovavo clamoroso che l'istituto di previdenza chiedesse a Salvatore, inchiodato in un letto da nove anni, una visita medica di controllo, pena la revoca della pensione di invalidità – spiega Pietro Crisafulli – oggi è pazzesco che lo stesso istituto di previdenza sia passato ai fatti: hanno sospeso il suo sostentamento per omissione di dichiarazione dei redditi nei tempi previsti dalla legge. È lo stesso hanno fatto, con le stesse modalità, anche per nostra madre, azzerando entrambe le pensioni».

Salvatatore percepisce 470 euro di pensione, la madre arriva a 500.

«Comportarsi in questo modo significa mettere alla fame le persone – aggiunge Pietro –. Mio fratello è esentato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Siamo sconcertati. Delusi. Le provano tutte, non sanno come togliere la pensione ai veri disabili. A queste persone voglio dire che quando Salvatore ci comunicherà di voler mettere fine alle sue sofferenze sarete sicuramente i primi ad essere avvisati».

Crisafulli si è affidato a un legale per risolvere una vicenda di ottusità ripetuta e mai corretta.

«L’avvocato ha parlato con il direttore dell’Inps - racconta Pietro -. Domani (stamani, ndr) dovrebbe essere revocato il provvedimento in modo da ripristinare il pagamento della pensione. Ma prima che l’istituto ricominci ad accreditare i soldi passeranno un paio di mesi. E senza quei soldi come fanno mio fratello e mia madre? Stiamo vedendo se è possibile ricevere la pensione con un bonifico o attraverso un assegno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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