Il Tirreno

Montecatini

Un regolamento edilizio condiviso tra i Comuni

Parte da Monsummano un progetto per ridurre i costi dell’elaborazione e per evitare un’urbanizzazione a macchia di leopardo del territorio

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di Luca Signorini

MONSUMMANO

Parametri e norme condivise, sburocratizzazione, risparmio energetico e sintonia tra i comuni: sono questi i principi e le idee che animano il nuovo regolamento edilizio comunale il cui iter di revisione, insieme a quello per il regolamento urbanistico e per il piano strutturale, sarà avviato entro fine febbraio, dopo il passaggio in consiglio.

«C’è l’intenzione da parte nostra di andare a fare una revisione che sia del tutto uguale a quella dei comuni a noi confinanti», spiega l’assessore all’urbanistica Andrea Mariotti. Ed è questo, a ben vedere, il punto fondamentale. Un unico strumento tecnico che disciplina gli aspetti estetici, igienico-sanitari, di sicurezza e di vivibilità degli immobili per tutta la Valdinievole Est, che serva Monsummano, Pieve, Larciano e Lamporecchio.

«Sarebbe importante arrivare a un regolamento edilizio sovracomunale – continua Mariotti – le condizioni sembrerebbero esserci. Non c’è ancora un accordo firmato, ma è l’inizio di un percorso comune. Si risparmierebbero tempi e costi».

Intanto, da Monsummano, viene lanciato un sasso. Starà alle altre amministrazioni prenderlo al volo. Potrebbe diventare il grimaldello di una semplificazione amministrativa spesso evocata. Perché poi, di semplificazione, si parla anche nella sostanza del regolamento edilizio. «Dobbiamo procedere alla revisione e aggiornarlo ai tempi odierni – riprende l’assessore – perché l’ultimo piano è ormai datato. È necessario adeguarlo alla legislazione vigente. Per far questo servono norme chiare e oggettive che lascino poco campo all’interpretazione e alla discrezionalità. Norme che siano di più facile lettura e applicazione. Tutto questo significa sburocratizzare l’apparato, significa semplificazione».

C’è poi un’altra direzione in cui guardare. Quella dell’edilizia sostenibile e dell’uso efficiente dell’energia. Gli interventi possono riguardare l’involucro edilizio, la climatizzazione, la produzione di acqua calda per usi sanitari, l’illuminazione, lo stand by.

«Abbiamo interpellato l’Università di Firenze per uno studio specifico sul risparmio energetico – chiude Mariotti – vogliamo guidare e favorire le opere verso le energie rinnovabili, il recupero dell’acqua, la minore dispersione di calore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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