Sicurezza
I negozianti preoccupati temono ritorsioni
Una vetrina spaccata per depredare oro e gioielli in via Cavour l’11 gennaio scorso; la tentata rapina con ferimento di Pieri nella tabaccheria di via Don Minzoni.
MONTECATINI. Una vetrina spaccata per depredare oro e gioielli in via Cavour l’11 gennaio scorso; la tentata rapina con ferimento di Pieri nella tabaccheria di via Don Minzoni. In mezzo mettiamoci pure un doppio allarme bomba in piazza e, se torniamo un po’ a ritroso, aggressioni, accoltellamenti e risse varie. E’ quanto sta accadendo a Montecatini. In pieno centro. La città è sicura, dicono in Questura, ma in molti qualche dubbio sorge a fronte proprio degli ultimi avvenimenti. Basta passeggiare per alcune vie sotto corso Roma per accorgersi che la situazione è tutt'altro che tranquilla. Via Cavour e via Don Minzoni, ad esempio: due strade dove le persone temono di rilasciare dichiarazioni o di fornire il proprio nome. Quasi tutti i negozianti, in special modo le donne, ci chiedono di mettere solamente le iniziali e non vogliono essere fotografati: temono ritorsioni. Un altro esempio? I gestori del bar Cavour e del San Felice si rifiutano di parlare.
«Questa zona non è sicura, quando esco dal negozio di sera ho paura e mi affretto ad arrivare alla macchina – dichiara la commessa di un negozio di sport –. I vigili e la polizia passano, chiedono i documenti a quanti bivaccano tutto il giorno al caffè. Alcuni trascorrono ore e ore a non far niente, dovrebbero intensificare i controlli».
«Io me ne sto chiusa dentro l’ufficio – aggiunge un’impiegata delle assicurazioni – in questo periodo di bassa stagione c'è un minor passaggio di persone e i rischi aumentano. Più volte alcuni uomini si sono picchiati».
«È uno schifo – prosegue la titolare di un negozio di elettrodomestici – gli zingari passeggiano continuamente, dormono alle scuole Dante. Per non parlare delle prostitute di via Garibaldi che appaiono già dalle 16. Io cerco di stare attenta e chiudo alle 19, ma forse non basta. E ancora: la mattina quando apro la saracinesca trovo bottiglie e altra sporcizia davanti alla mia porta».
Ci spostiamo in via Don Minzoni. «C'è poca attenzione al decoro urbano – afferma il gestore di un negozio di abbigliamento – e continuamente vediamo personaggi poco affidabili». Jonny Tisci, del Bar 46, risponde con un sorriso ironico: «Si lamentano tutti. Abbiamo paura di ritorsioni. Perché le forze dell’ordine non intensificano i loro controlli?».
«Carabinieri e polizia dovrebbero essere più presenti- conclude Piero Mancini, della tabaccheria in cui è avvenuta l’aggressione – almeno fino alle 21. Mia moglie ha veramente paura dopo quello che è accaduto. Io sono fornito di allarmi e sistemi di sicurezza. Adesso che devo fare, comprare una pistola? Sarebbe utile un'ordinanza che vieti di entrare nei negozi con caschi e sciarpe».(e.g.)
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