Il Tirreno

Montecatini

Dopo il terremoto dalla parete del liceo cadono calcinacci

Vigili del fuoco in azione ieri a Palazzo Piacentini Da anni la struttura aspetta di essere restaurata

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di Francesca Maltagliati

PESCIA

In attesa dei muratori a scuola son dovuti intervenire i pompieri. Per tutta la giornata di ieri, infatti, i vigili del fuoco sono stati impegnati a buttar giù gli intonaci e a togliere le persiane pericolanti da Palazzo Piacentini, sede distaccata del liceo Lorenzini, in piazza Leonardo Da Vinci. A chiamarli sono stati gli stessi studenti della scuola, il preside e i genitori, preoccupati della sicurezza dell’edificio dopo le scosse di terremoto di venerdì scorso.

La struttura, infatti, verte da anni in condizioni «vergognose», questa la definizione che viene data dallo stesso assessore provinciale Mauro Mari. Però fino ad oggi, nessuno è intervenuto, nonostante le proteste e le richieste degli stessi studenti che, negli ultimi tempi, hanno cercato di tener alta l’attenzione sulle condizioni fatiscenti di tutto il liceo Lorenzini.

«Da un punto di vista statico – assicura però il caposquadra dei pompieri Roberto Orsucci – non ci sono problemi, né, dopo il sopralluogo, abbiamo riscontrato peggioramenti provocati dalla scossa di terremoto. Certo, la struttura è visibilmente degradata e necessita da anni di una serie di interventi».

Finora, però, nessuno si è mosso. I fondi che il Cipe avrebbe dovuto stanziare nel 2009, sugli interventi di messa in sicurezza, non strutturali, proprio di Palazzo Piacentini, non sono mai arrivati. Mentre Comune e Provincia fino a oggi non si sono mossi a causa di una questione di competenze.

«È una storia infinita – commenta uno dei professori del liceo – in cui si è assistito a un continuo rimpallo di responsabilità fra Comune e Provincia, senza che alla fine nessuno intervenisse».

La struttura, infatti è di proprietà del Comune che, fino a tre anni fa, percepiva un affitto annuo di 50mila euro dalla Provincia perché al suo interno venissero ospitate alcune classi del liceo.

«Non siamo potuti intervenire prima – spiega Mari – perché eravamo affittuari, e i lavori sulla struttura non spettavano a noi. Da due anni e mezzo però l’edificio ci è stato dato in comodato gratuito per 25 anni, per cui ci siamo mossi subito. Nel bilancio 2011 sono già stati impegnati i soldi, 550mila euro, per i lavori ed è già pronto il progetto. Avevo promesso agli studenti che i lavori sarebbero partiti l’estate scorsa, invece partiranno questa primavera».

Attualmente la struttura ospita le classi terze, quarte e quinte dell’indirizzo psicosociopedagogico, oltre a vari classi del linguistico. Ieri mattina, mentre i pompieri si occupavano di togliere tutto l'intonaco, reputato pericolante, molti ragazzi erano dentro a far lezione. Sabato scorso invece una buona parte non è entrata in segno di protesta.

«Abbiamo avuto paura – dice Elena Bocci del comitato studentesco – e abbiamo deciso di rivolgerci ai pompieri. Anche le famiglie, il preside e gli stessi professori sono d'accordo con noi, e condividono le nostre preoccupazioni. Ci erano stati promessi dei lavori che non sono mai partiti e la situazione sta peggiorando».

«Le condizioni esterne, con l’intonaco che viene giù – aggiunge Lorenzo Centini, rappresentante d’istituto – sono evidenti. All’interno ci sono continue infiltrazioni d'acqua e muffe, tanto che avevamo pensato di rivolgergi all’Asl».

Martedì 7, comunque, ci sarà un incontro fra la Provincia e alcuni rappresentanti dei genitori. Nel frattempo la scuola rimarrà aperta, in quanto ritenuta agibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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