Proteste
Controlli anche sugli edifici privati
Nota della prefettura sui fondi a uso pubblico. Falsi allarmi per svuotare le case
PESCIA
I proprietari di fondi aperti al pubblico dovranno verificare le condizioni degli edifici a livello di staticità.
Bar, ristoranti, supermercati, negozi, alberghi avranno bisogno di un check-up sulla sicurezza antisismica.
I controlli. È uno dei passaggi della nota inviata dalla prefettura ai sindaci della provincia riguardo alle iniziative da adottare sul fronte del terremoto che da giorni sta scuotendo l'Italia.
All'invito rivolto ai Comuni di vigilare sugli immobili pubblici il prefetto Mauro Lubatti aggiunge anche quello, sempre attraverso i sindaci, indirizzato ai proprietari di strutture private a uso pubblico.
L’informazione. «Questo significa – spiega il sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni – che i privati dovranno compiere, con un proprio tecnico, le verifiche sugli immobili e poi ci informeranno sui risultati dell'accertamento statico e strutturale degli edifici. Fin dal venerdì pomeriggio abbiamo controllato scuole e sedi comunali. La situazione è tranquilla, ma di massima attenzione. L'ufficio di protezione civile è operativo e per quanto riguarda i proprietari di edifici con afflusso di gente abbiamo provveduto con la polizia municipale a informarli della nota».
I privati. Il documento ufficiale della prefettura delega ai sindaci, autorità locali di protezione civile, l'obbligo di aggiornare i piani comunali di emergenza e la corretta informazione ai cittadini, «avendo cura di verificare gli edifici (grondaie, cornicioni, pinnacoli) e la loro staticità (crepe o fratture recenti) con priorità per le strutture pubbliche o aperte al pubblico (portici, scuole e ospedali)».
Ma la comunicazione va oltre e chiede ai sindaci di sollecitare l'avvio di analoghi provvedimenti anche nei confronti dei proprietari di edifici privati a uso pubblico. Gli esempi sono numerosi e di non facile gestione da parte degli enti locali.
Le perplessità. Un adempimento che alcuni amministratori e tecnici hanno letto con una certa perplessità sotto una luce particolare, quella del trasferimento delle responsabilità sulla prevenzione per intero sulle spalle dei sindaci.
Nella solita nota si dice ai primi cittadini di farsi carico dell'informazione, ma «lungi dal creare generiche e pericolose forme di rassicurazione, informino sul livello di pericolosità del territorio e sulle modalità di prevenzione da attuare, ordinariamente, nelle zone più esposte a rischio sismico». Dunque, la popolazione deve essere informata con tempestività e in tutte le forme di comunicazione possibili, ma non per questo gli inquilini dei Comuni devono sentirsi con la coscienza a posto.
Falsi allarmi. Se i controlli seguiti alle scosse hanno dato esiti rassicuranti, c’è chi, approfittando della preoccupazione per possibili nuovi movimenti sismici, si comporta da sciacallo.
Almeno quattro casi sono stati denunciati alle forze dell’ordine. E in tutti la segnalazione dei cittadini era identica: nella zona di Campolasso qualcuno, qualificandosi come addetto della protezione civile, ha invitato a uscire i residenti a cui aveva suonato il campanello di casa.
La scusa era quella di una possibile nuova scossa. Un pericolo imminente, così sarebbe stato descritto, di cui la popolazione veniva messa a conoscenza.
Per mettersi in salvo gli abitanti avrebbero dovuto abbandonare l’abitazione. Facile intuire cosa sarebbe potuto succedere una volta lasciata libera la casa.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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