Sicurezza
Cellulari “muti” per molti residenti di via Mascagni
«Nessuno sa fornirci spiegazioni per questi disturbi» Ma i sospetti sono puntati sui tralicci della corrente
di Luca Signorini
MONTECATINI. Non prendono le linee, i cellulari funzionano a singhiozzo. Non è cosa scontata ricevere (ed effettuare) chiamate. Il più delle volte è necessario girovagare per case e terrazzi cercando il punto più sensibile per adoperare il telefonino. E nessun operatore riesce a distinguersi: né Vodafone, né Tim, né Tre e né Wind danno segnali di vita. Siamo in via Mascagni, in pieno quartiere Musicisti, nell'area intorno al civico 86 (dal giardino pubblico all'incrocio con via Cherubini). Il problema va avanti da tempo: la telefonia mobile, qui, non arriva. Il cellulare non prende, non chiama, non risponde. E i disagi sono evidenti.
«Soltanto sul mio balcone, e non sempre, posso utilizzare il telefonino», racconta Monique Wang, signora francese residente proprio in quella zona. «Io – prosegue – utilizzavo anche internet con una chiavetta Usb di un operatore di telefonia mobile. Nel dicembre scorso ho dovuto mettere la linea Telecom fissa, almeno in questo modo posso usare il computer. Funziona così: ricevo le chiamate e già il sonoro è distorto; poi, dopo uno o due minuti la linea cade di colpo. Succede con tutte le compagnie: io ho tre cellulari, ma è tutto inutile. Ed è così per tutto l'isolato. Ho provato a chiedere spiegazioni in comune, all'Urp, e al Corecom (il Comitato regionale per le comunicazioni, ndr), ma nessuno sa darmi una risposta e assisto continuamente ad un rimpallo di responsabilità».
La questione, comunque, non è proprio nuova in via Mascagni. I problemi passati, però, riguardavano l'inquinamento elettromagnetico emesso dai tralicci dell'alta tensione. Basta alzare gli occhi al cielo: le stazioni radio base sono a breve distanbza e ben visibili (una, vicinissima, è a nord della zona; l'altra, più distante, è a sud ovest). Con le linee aeree (cioè i fili che le collegano) vicine alle case, quasi a contatto con i tetti, a pochi metri dai terrazzi dei piani superiori. Ora, in più, ci si mette la linea telefonica che funziona col contagocce.
«Il più delle volte – ci spiega un residente dall'altra parte della strada – dobbiamo riversarci fuori dalle case per poter rispondere e per capire cosa ci dicono al telefono. Non siamo mai sicuri che il cellulare prenda».
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