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Montecatini

Spaccia marijuana a un minorenne: preso

Arresti domiciliari per uno studente del Sismondi trovato con 31 grammi di droga nelle mutande

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PESCIA

Lo hanno sorpreso mentre spacciava marijuana all’esterno della scuola a cui è iscritto da anni.

Dopo aver passato una cartina con un grammo di sostanza stupefacente a un minorenne di Buggiano che frequenta lo stesso istituto, un diciottenne, di origine marocchina, è stato fermato da una pattuglia dei carabinieri in servizio davanti ai plessi scolastici delle superiori.

Accusato di spaccio con l’aggravante di aver smerciato a un minorenne e nei pressi di una scuola, lo studente, residente con la famiglia a Lappato, è stato arrestato dai carabinieri di Pescia. Il fermo è stato convalidato dal gip, Roberto Tredici che, d’intesa con il sostituto procuratore Claudio Curreli, gli ha concesso gli arresti domiciliari. Il marocchino è assistito dall’avvocato Elisabetta Vinattieri.

Sono stati il comandante della Compagnia, capitano Enrico Vellucci e il responsabile della stazione pesciatina dell’Arma, luogotenente Massimiliano Massimi, a illustrare l’arresto sottolineando l’attenzione dei militari al fenomeno della droga, soprattutto in luoghi sensibili come quelli scolastici.

Intorno alle 9,30 il diciottenne è stato visto parlare fuori dal Sismondi con un ragazzo di poco più giovane.

Quando i carabinieri hanno notato tra i due un contatto da cui si poteva desumere un passaggio di sostanze stupefacenti sono intervenuti bloccando acquirente e spacciatore oltre a recuperare un grammo di marijuana.

Nella successiva perquisizione addosso all’immigrato sono stati trovati 31 grammi suddivisi in involucri di cellophane, molti dei quali nascosti nelle mutande.

In tasca aveva circa 270 euro che sono stati sequestrati perché ritenuti frutto dello spaccio. Il consumatore minorenne è stato segnalato al prefetto per uso personale di sostanze stupefacenti.

Lo studente arrestato, anche se ripetente, non aveva mai dato gravi motivi di preoccupazione alla famiglia e anche i carabinieri lo descrivono come un ragazzo cresciuto in un ambiente a posto con genitori integrati e con un lavoro regolare.

Per il diciottenne il primo tribunale da affrontare sarà quello dei genitori con il padre infuriato quando ha saputo dai carabinieri cosa aveva combinato suo figlio.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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