Italia
Aumenti fino al 150% della tariffa rifiuti per bar e ristoranti
Confcommercio chiede un confronto con i Comuni Il caso più clamoroso è nelle ultime bollette di Serravalle
di Luigi Spinosi
SERRAVALLE. Una brutta sorpresa post natalizia: è quella che hanno avuto titolari di ristoranti ed esercizi pubblici di Serravalle al momento di aprire la bolletta per il pagamento della Tia, la tariffa rifiuti. I conti presentati dal gestore del servizio, in questo caso Publiambiente, erano salati, salatissimi, con rincari arrivati al 150%. Il caso, emerso grazie alle segnalazioni di alcuni titolari di locali di Ponte di Serravalle, che si sono rivolti a Confcommercio per segnalare il problema. Un disagio che, si scopre, non si limita a un solo Comune, anche se il caso d Serravalle è il più recente oltre che, stando ai numeri, il più evidente.
«Già da qualche anno seguiamo l’evoluzione di quanto accade a proposito della raccolta differenziata – spiega Matteo Marianeschi, responsabile d’area di Confcommercio per la Valdinievole Est – precisiamo subito che i titolari delle attività commerciali si rendono benissimo conto che la raccolta differenziata è un qualcosa di importante, e a cui difficilmente si può rinunciare . Non chiediamo certo di non farla, chiediamo però attenzione alle amministrazioni comunali».
Sul calcolo della tariffa di igiene ambientale, per i cittadini come per le imprese, incidono tutta una serie di variabili, come previsto dalla normativa regionale. Sulla base di questa ogni singolo Comune fa l’accordo con il gestore e, sulle bollette, incidono due fattori: c’è una quota fissa e una variabile. Quanto dovrà pagare il commerciante dipende da due fattori: le dimensioni dell’esercizio e la tipologia di attività. Generalmente quei negozi, che per il tipo di articolo che vendono producono poca spazzatura, hanno dei massimali (calcolati in percentuali) relativamente basse. Non così invece per altre attività, come per esempio i commercianti di ortofrutta o, ancor di più, i titolari di pubblici esercizi(bar e ristoranti perintenderci).
Esiste, in base alla legge regionale, una scala di valori entro cui può essere calcolata la tariffa attività per attività: «Ebbene – prosegue Marianeschi – alla fine del 2011 sono cominciate ad arrivare le bollette agli esercenti di Serravalle e, quando le hanno aperte, hanno pensato a un errore, e si son rivolti a noi».Troppo, troppo più care rispetto a quelle precedenti. Ma non c’era nessun errore.
«È emerso – continua il rappresentante di Confcommercio – che sul Comune di Serralle la parte variabile, che è la più corposa, è stata calcolata partendo da valori vicinissimi al massimo applicabile.Questo si traduce, appunto, in importi elevatissimi.Ci sono casi certificati di aumenti del 150%, che vuol dire migliaia di euro in più. In tempi difficili come questi.A noi questa situazione non sta bene, e per questo abbiamo chiesto a Comune e gestore (in questo caso Publiambiente) un confronto, e di trovare una soluzione. Di rimodulare le tariffe per abbassarle».
Un problema, sottolinea Marianeschi, che non è solo di Serravalle: «Anche in altri Comuni abbiamo trovato le stesse criticità e abbiamo fatto le stesse richieste. E in quei Comuni che stanno modificando il proprio sistema di raccolta abbiamo chiesto di essere informati prima su eventuali novità tariffarie. Ma tornando a Serravalle abbiamo fatto una simulazione, adottando i valori minimi applicabili, e si scopre che, in questo modo, bar e ristoranti potrebbero pagare sino al 60% in meno».
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