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Tir, il giorno dell’assedio dal casello al palazzetto

Oltre duecento camion hanno rallentato la circolazione nelle vie di accesso Gli autisti “invitati” a fermare il proprio mezzo. Stamani nuovo stop

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di Elena Guerri

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Più di 200 camion hanno assediato la città dal casello al Palaterme per la protesta degli autotrasportatori che ha attraversato l’Italia.

La circolazione non è mai stata bloccata e la manifestazione pacifica, seguita dalla polizia, si è svolta tra previsti disagi e comprensibili momenti di nervosismo da parte di chi si è trovato imbottigliato all’uscita del casello. I bisonti della strada sono stati parcheggiati nel piazzale del Palasport, in sosta lungo la strada dell'Ipercoop e sulle aiuole delle entrate dell'autostrade di Pieve e Chiesina. I camionisti sono stati inviati per una sosta. Poi consigliati a scaricare la merce e tornare a casa. «Siamo qui per aver l'opportunità di apparecchiare la tavola a fine mese. Noi vogliamo pagare, ma ci devono dare la possibilità di pagare – afferma un camionista montecatinese – se non guadagniamo a sufficienza, è impossibile. La benzina è alle stelle, così come il costo delle autostrade».

Aggiunge Mario Angelo Di Vito della Cgil: «Non c'è lavoro più usurante di quello che svolgiamo noi. Quando torno a casa la sera, non ho la forza di giocare con mio figlio, perché sono ubriaco di asfalto. La situazione è degenerata dal 2004 ed è andata peggiorando. Dal 2008 noi guadagniamo circa 600 euro in meno al mese e spesso riscuotiamo dalle ditte con molto ritardo. Siamo stati messi tutti in ginocchio».

Un litro di gasolio se ne va ogni 2 km e mezzo. Da aggiungere anche i pedaggi, il consumo di gomme, di olio e soprattutto dell'assicurazione. E poi come se non bastasse ci sono la franchigia ed eventuali multe da mettere in conto.

«La questione sollevata dai siciliani è un problema di tutti – dicono in coro i manifestanti – iniziamo a lavorare alle 2 o alle 3 la notte fino alle 21 della sera successiva, dobbiamo rispettare dei limiti e delle pause, è vero, ma noi siamo attivi sette giorni su sette, non abbiamo feste riconosciute, trascuriamo le nostre famiglie e i nostri bambini crescono da soli con le madri. Gli stranieri sono ancora più sfruttati di noi, ricevono la metà del salario e non si ribellano perché, per loro, è importante il permesso di soggiorno. Anzi alcuni affittano la cabina del camion, a 300 euro al mese, per dormire».Lo sciopero riprenderà da stamani alle 4 fino a mezzanotte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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