Proteste
Due piani contro elettrosmog e inquinamento acustico
Contro l’inquinamento acustico e quello elettromagnetico il Comune ha pronto un piano, anzi due. Sono stati appena aggiornati il piano per le stazioni radiobase per la telefonia mobile e...
MONSUMMANO
Contro l’inquinamento acustico e quello elettromagnetico il Comune ha pronto un piano, anzi due. Sono stati appena aggiornati il piano per le stazioni radiobase per la telefonia mobile e il piano comunale per la classificazione acustica. Due documenti che per l’amministrazione rappresentano uno strumento in più per tutelare ambiente e cittadini.
«I due piani – spiega l'assessore all’ambiente Maria Formica – esistevano già, ma erano piuttosto datati e, poiché Monsummano ha un territorio in continua evoluzione, era necessario adeguarli».
Per le stazioni radiobase il piano classifica il territorio in base a diversi criteri, ponendo dei limiti all’istallazione di ripetitori in base alla densità abitativa, alla vicinanza dalle case o alla presenza di edifici sensibili, come scuole o strutture sanitarie.
«Attualmente – spiega l’assessore – la legge statale, ossia la Gasparri, lascia ampia libertà ai gestori. Per questo noi, avvelendoci anche della normativa regionale, abbiamo posto alcuni vincoli e individuato le eventuali aree in cui poter istallare i ripetitori». Tre le zone individuate: una nell’area della variante del Fossetto, un’altra vicino al depuratore in località Uggia e l’ultima nelle vicinanze del parcheggio comunale di viaPonte Monsummano. Al momento non ci sono richieste per l’istallazione di nuovi ripetitori, ma se accadesse l’amministrazione vuol farsi trovare pronta. Il piano inoltre prevede un limite massino di 6 volt al metro, a fronte dei 20 previsti dalla legge italiana, in aree densamente popolate, e impone controlli più stringenti già intorno ai 3 volt al metro.
Attualmente in città ci sono 9 ripetitori, e recentemente l’amministrazione ha compiuto una simulazione al computer della propagazione delle onde elettromagnetiche nelle varie aree attorno agli stessi, verificando che queste non raggiungono alcun edificio sensibile, anche se la stessa cosa non si può dire per le abitazioni visto che in alcuni casi non c’è nemmeno il limite di 50 metri previsto. Sono comunque previsti nuovi monitoraggi.
Il piano di classificazione acustica invece ha permesso di classificare il territorio in varie zone, in base, anche in questo caso, alle abitazioni presenti o agli edifici sensibili. A ogni classificazione corrispondono vincoli e limiti insuperabili. Così ad esempio una nuova industria, se sorgerà in un’area sensibile, dovrà intervenire per limitare al massimo l'inquinamento acustico.
I due piani devono ancora passare in consiglio ma, intanto, è stato indetto un incontro pubblico per confrontarsi con la cittadinanza: sarà giovedì 26, alle 21, all’ex centro per l'impiego. (f.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
