Rottura definitiva tra la lista civica e l’Italia dei Valori
I consiglieri “ribelli” confermano il sostegno al sindaco ma non escludono future alleanze trasversali
di Luca Signorini
MONSUMMANO
Mugugni in consiglio comunale. A tenere banco nei corridoi politici cittadini è la questione del braccio di ferro tra l’Italia dei Valori (che conta in giunta l’assessore allo sport Gianluca Volpe) e la lista civica “Insieme per la tua Monsummano” (che ha due consiglieri, Giampaolo Balcarini e Simone Maccioni, ma nessuna rappresentanza nella squadra degli amministratori).
La lista civica, nell'ottobre scorso, aveva revocato l’appoggio a Volpe e, con una lettera inviata al sindaco, aveva chiesto di esonerarlo dal suo ruolo di assessore. Alcuni giorni fa, come riportato dal Tirreno, Balcarini e Maccioni si erano di nuovo espressi, annunciando la fine del rapporto con l’Idv, iniziato nella passata campagna elettorale con un'alleanza sotto un’unica lista (e un unico simbolo). Ora che il rapporto si è incrinato e rotto restano da scoprire gli scenari futuri che potrebbero verificarsi.
Così Maccioni: «Siamo nella maggioranza ma non siamo più collegati all’Idv. A noi l’assessore non riportava mai niente e non ci chiedeva opinioni. Da oggi rappresentiamo solo noi stessi. Noi facciamo la nostra corsa, l’Idv fa la sua. Sulla sostanza delle cose, poi, potremmo fare anche scelte diverse da quelle della maggioranza, siamo fedeli al sindaco e al programma elettorale ma, ora, siamo disgiunti. In più, visto che l'esperienza della lista civica continuerà anche in futuro, non chiudiamo all’ipotesi di aprire un dialogo con altre liste civiche di altri schieramenti».
Sono in sostanza battitori liberi all’interno del consiglio comunale. E dipendono solo da loro stessi. L’appoggio alla giunta non sarà più incondizionato come prima, ma la lista civica rappresenterà una voce critica e più vivace. Intanto, di critiche, già ne arrivano.
Ed è proprio Volpe che interviene: «Se non c’era l’Italia dei Valori loro non venivano neppure eletti in consiglio, non credo che venissero votati, senza il nostro appoggio non esistevano. Poi voglio fare una rettifica: i 30mila euro che il comune risparmierebbe togliendomi l’assessorato, come dicono Balcarini e Maccioni, in realtà, sono circa 15mila l’anno ,e non il doppio. Prima di parlare dovrebbero sapere con più esattezza le cose». E ora non resta che aspettare gli sviluppi.
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