Il Tirreno

Montecatini

Più farmacie in città? Gli addetti ai lavori non sono sfavorevoli

Le Terme: «Porterebbero posti di lavoro per i giovani» Severi: «Bisognerebbe partire dalla Casina Rossa»

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di Luca Signorini

MONTECATINI

C'è chi ha un'opinione favorevole e chi, per motivi di convenienza e di tutela (all'immagine) della categoria, decide di non esprimersi. Poi c'è anche chi si esprimerebbe ma che attende comunque di avere una situazione più chiara per dare giudizi. Il controverso discorso sulle liberalizzazioni delle farmacie è, a sentire le voci dei diretti protagonisti, ancora più controverso. I farmacisti si dimostrano piuttosto cauti, evitano di prendere posizioni nette. Le liberalizzazioni dovrebbero, in teoria, far salire il numero delle farmacie montecatinesi da 5 a 7 (una ogni tremila abitanti): un bene o un male? Due su cinque preferiscono non dare alcun giudizio. Dalla farmacia della Stazione di corso Matteotti, invece, il commento è sibillino: «Noi delle liberalizzazioni non ne abbiamo ancora parlato. Non abbiamo nessuna idea in proposito. Vogliamo aspettare gli sviluppi e fin quando non ci arrivano notizie certe sulle misure in approvazione non possiamo esprimerci».

Cambiamo zona e alla farmacia Le Terme di piazza Rossi, all'interno del Kursaal, il discorso è diverso. «Io sono favorevole – dice dal bancone Michela – perché per noi dipendenti ci sarebbe la possibilità di aprire un presidio nostro. Oggi è impossibile: i prezzi sono troppo alti (le cifre per aprire una farmacia a Montecatini si aggirano sui 4-5 milioni di euro, ndr) e i concorsi vengono vinti dai vecchi farmacisti perché i punti vengono assegnati in base all'anzianità di servizio e all'esperienza. In più, la liberalizzazione porterebbe nuovi posti di lavoro. Meno guadagno, questo è vero, ma più opportunità per tutti. Speriamo che sia un primo passo verso un mercato più libero, altrimenti resterebbe la casta chiusa dei farmacisti».

Un altro appoggio (con alcune postille) al decreto Monti arriva anche dalla Farmacia Centrale di corso Matteotti. Così il titolare, l’ex sindaco Ettore Severi: «Dobbiamo fare una premessa, l'accanimento verso certe categorie, considerate come casta, a me pare cosa strana. La liberalizzazione, comunque, la considero positiva, è uno stimolo alla concorrenza. Prima però di fare nuovi concorsi per assegnare 5mila farmacie, bisognerebbe cercare di aprire le sedi già assegnate, che sono circa 2mila in Italia. In questo modo potremo andare a coprire le zone sprovviste, come ad esempio la Casina Rossa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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