Proteste
Il mistero delle Leopoldine «Silenzi e poca chiarezza»
I sindacati criticano gestione e proprietà: sul cantiere fanno discorsi fumosi Le piscine di Fuksas potrebbero dare lavoro a una ventina di persone
di Pietro Barghigiani
MONTECATINI
Sul cantiere delle Leopoldine oltre ai soldi manca anche la chiarezza su quando e come ripartire.
Ne sono convinti i sindacati sempre più preoccupati per uno stallo che dall’aprile 2011 ha prodotto finora annunci di buoni propositi e di impegni quotidiani da parte di azienda, Comune e Regione per far ripartire un’opera che, comunque vada, resterà nella storia delle Terme. Il pallino è sempre in mano alle banche e alla Bnl che guida il pool di istituti di credito chiamati a fornire le ultime definitive boccate di ossigeno finanziario per completare i lavori cresciuti dai 15 milioni iniziali ai 26 attuali.
Le organizzazioni sindacali di categoria Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uil-Uiltucs da settimane hanno chiesto un incontro all’amministratore unico Paola Paganelli e alla proprietà. Attendono una convocazione. Nel frattempo orari e servizi delle attività termali quotidiane sono stati ridotti.
«Sulle Leopoldine le rassicurazioni sono state solo verbali – afferma Paolo Meacci (Uil) –. Per alcuni versi l’atteggiamento è davvero reticente. Danno alcune notizie, poi altre ancora. Intanto, l’occupazione ne soffre. L’indotto, e parlo di migliaia di persone non solo della Valdinievole, resta in sospeso. La nostra preoccupazione è forte anche per un’assenza di marketing da parte di Terme Spa che si rivela latitante».
Con una cinquantina di dipendenti in pianta stabile che diventano almeno 160 durante la stagione, le Terme dovranno pensare anche all’organico per far funzionare le Leopoldine. La stima dei sindacati è quella di circa una ventina di posti da coprire.
«Non c’è mai stato un discorso chiaro sui finanziamenti per le Leopoldine – aggiunge Alessandro Cartei (Cgil) –. Da sempre sul cantiere le comunicazioni sono state fumose. Ogni volta che affrontiamo l’argomento ci dicono che c’è un blocco. Prima di parlare di occupazione alle Leopoldine dovrebbero completare. Qualche mese fa ero fiducioso. Ora un po’ meno. Diciamo che con le Terme ci sono relazioni sindacali opinabili».
Poco ottimista sulla riapertura del cantiere e più in generale sull’andamento dell’azienda è Aniello Montuolo (Cisl). «Non sappiamo neanche quando ripartono i lavori figuriamoci se abbiamo discusso degli organici alle Leopoldine -– dichiara il sindacalista –. Le attività sono state ridotte e questo per un’azienda che vuole rilanciarsi non è un bel segnale. Nessuno ci ha informato. Abbiamo chiesto un incontro sulla gestione corrente e sul futuro. Aspettiamo una risposta. Con le Terme le informazioni sono molto carenti. Serve chiarezza anche su quello che viene fatto tutti i giorni, altrimenti corriamo il rischio di deviare l’utenza altrove».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
