La manifestazione
«L’intensità di cure è da rivedere»
La Cisl lamenta le condizioni in cui il personale deve lavorare
PESCIA
Poco personale, e sistema per intensità di cure che non viene messo in grado di funzionare: è la critica mossa dalla Cisl sull’organizzazione interna all’ospedale di Pescia.
«L’ospedale per intesità di cure – si legge sulla nota della Cisl – prevede di assimilare i pazienti della stessa disciplina, medica o chirurgica, che sia in un ambiente di degenza unico che li assimili per gravità della patologia, pur essendo affetti da patologie di diverse specializzazioni. Nasce da qui il ciclo continuo chirurgico (senza concertazione con le organizzazioni sindacali, che erano contrarie e a ragione). Nella “vecchia chirurgia donne” sono state fatte confluire tutte le specialità chirurgiche: oltre alla chirurgia generale, anche ginecologia, otorinolaringoiatria, urologia e oculistica, quando necessita di ricovero notturno. Ma, come non bastasse, il ciclo continuo ormai è diventato il reparto di appoggio di medicina interna, gastroenterologia e nefrologia, snaturando il senso per cui era stato costituito».
La Cisl solleva poi un altro caso : «Il personale di assistenza è ridotto di 3 unità, che presto diventeranno 4. È evidente che tale situazione non può durare oltre il limite che, a nostro avviso, è già stato ampiamente superato. La direzione deve porre un rimedio serio, immediato ed efficace per poter mettere in condizione di lavorare al meglio il personale, per assicurare un’assistenza professionale ai pazienti per i quali è nato il reparto, pur con la nostra contrarietà».
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