Il Tirreno

Montecatini

Albergatori uniti contro il caro-acqua

Appello al sindaco per rivedere le tariffe aumentate anche del 13 per cento dal gestore privato nel corso del 2011

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di Elena Guerri

MONTECATINI

L'acqua è un bene collettivo e comune: i 27 milioni di italiani che hanno votato al referendum del 12 e del 13 giugno scorso lo hanno affermato con forza. In tale occasione è emersa la volontà di mantenere l’oro blu al di fuori delle logiche di profitto e di difendere i servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione. Ad oggi, però, il profitto dalle tariffe idriche non è stato ancora eliminato e la ripubblicazione del servizio viene ostacolata. A denunciare questa situazione, con lo slogan “Giù le mani dall'acqua”, è il Forum Italiano per l'acqua. Mercoledì sera, nella sala conferenze dell'Hotel Plaza, Rossana Crocini, portavoce provinciale dell'Acqua Bene Comune, Michelangelo Minghi, rappresentante della sezione del Comitato della Valdinievole e Giuseppe Pezzino presidente di Assobar hanno convocato una riunione con i principali attori economici della città per cercare di costituire un fronte unito per combattere il continuo aumento del rincaro delle bollette dell'acqua.

L’automatismo. Montecatini, difatti, rispetto a tutti gli altri Comuni della Valdinievole paga tariffe più salate. Da una parte l'acquedotto è gestito da Acque toscane, mentre le fognature e la depurazione sono di competenza di Acque Spa, secondo quanto stabilito da un accordo trentennale firmato nel 1989. Il patto, però, garantisce un ricavo garantito al gestore, poiché si basa su una stima dei metri cubi erogati. Qualora vi sia un consumo minore del previsto, la cifra mancante viene ripartita negli anni successivi. Da qui, ad esempio, l'aumento delle bollette del 2011 del 13-14%, visto che il fatturato dell'anno precedente era stato minore rispetto al previsto. Nei Comuni vicini, invece, viene applicato il metodo normalizzato ed eventuali rincari non possono superare il 5%, come previsto dalla legge. Se non saranno presi provvedimenti «nel 2019 toccheremo un più 104% – spiega Crocini – questa è usura. Se non agiamo in fretta e con efficacia, c'è un rischio di un collasso totale dell'economia. Non possiamo subire un simile sopruso. Chiediamo quindi a tutti di mobilitarsi in difesa del voto referendario e di aderire alla campagna di obbedienza civile: visto che le istituzioni non applicano il voto referendario, saremo noi a farlo eliminando dalle bollette la quota di profitto garantito».

La proposta. È stato proposto di applicare l'autoriduzione delle bollette, ossia la forma di protesta legale che prevede il pagamento della bolletta, eliminando però, nel caso montecatinese, il 18,8% in più da cui la società privata trae i suoi guadagni. In tal modo la legge verrebbe rispettata e teoricamente il rifornimento d'acqua non potrebbe cessare.

Gli albergatori. Il rappresentante della Confesercenti Massimo Giusfredi, Eugenio Pancioli dell'Hotel Tamerici, Giovanni Biondi dell'Hotel Biondi, Gabriele Cearini dell'Hotel Regina e Giancarlo Petri dell'Hotel Plaza, presenti all'incontro, si sono dichiarati favorevoli a prendere provvedimenti in vista di una soluzione che porti alla riduzione delle tariffe. Inoltre un eventuale intervento del sindaco sarebbe auspicato per poter rivedere il contratto con Acque Toscane. A breve sarà indetta dal Forum per l'Acqua una riunione con tutti i cittadini al Circolo Arci Casina Rossa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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