Sicurezza
Pastore muore nel fuoco mentre brucia sterpaglie
Lo ha trovato un parente al ritorno da alcune commissionei. Martino Giannini, 65 anni, pastore, era riverso sul fuoco acceso per bruciare le sterpaglie lungo un sentiero
PESCIA. Lo ha trovato un parente al ritorno da alcune commissionei. Martino Giannini, 65 anni, pastore, era riverso sul fuoco acceso per bruciare le sterpaglie lungo un sentiero vicino alla sua abitazione. Il familiare ha chiamato i soccorsi, ma quando l’automedica e l’ambulanza della Misericordia di Pescia sono arrivate nei boschi in località Le Pracchie a Stiappa per l’uomo non c’era più nulla da fare.
Non è stato possibile tentare alcuna rianimazione per il pastore che viveva nei pressi del luogo in cui ha perso la vita.
Un malore dovuto al fumo sprigionato dal fuoco o un piede in fallo che gli ha fatto perdere l’equilibrio potrebbero essere le cause per le quali Giannini, con problemi nell’uso del braccio e della gamba destri, è finito tra le fiamme senza avere la possibilità di sottrarsi alle ustioni fatali.
L’episodio è avvenuto intorno alle 17,30. Stando a quanto riferito dal nipote agli investigatori del commissariato di Pescia, Giannini nel pomeriggio si era messo a pulire la zona su cui aveva accumulato frasche e sterpaglie. Una pratica comune in campagna ripetuta spesso dalla vittima dell’incidente che, nonostante la sua disabilità, voleva essere utile ai parenti che hanno un allevamento di bestiame.
Nessuno ha assistito alla scena. Solo l’eventuale autopsia disposta dal magistrato di turno, Francesco Sottosanti, potrà chiarire se la caduta nel fuoco si stata provocata da un malore improvviso. E sempre l’esame autoptico sarà in grado di spiegare se Giannini era già morto quando è scivolato in mezzo alle fiamme.
Quando il nipote è tornato ha visto il pastore avvolto dal rogo e ha subito dato l’allarme al 118. Sul posto sono arrivati anche gli agenti del commissariato con i colleghi della scientifica di Montecatini e i vigili del fuoco del distaccamento di Pescia.
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