Gioco
Titolari di una ricevitoria accusati di ricettazione
In due sotto processo con un ex promotore finanziario nei guai per truffa Per l’accusa sapevano che i soldi giocati dal cliente erano dei risparmiatori
MONTECATINI
I soldi uscivano dalle tasche dei risparmiatori e finivano nelle giocate delle scommesse sportive passando di mano dal promotore finanziario che avrebbe dovuto investire e far fruttare quel denaro.
Sotto processo in Tribunale a Monsummano compaiono il promotore, già radiato dall'albo, Fabio Meucci e due titolari di una ricevitoria che, secondo l'accusa, sapevano della provenienza dei soldi e dell'uso illecito che ne faceva il loro cliente scommettitore e pur tuttavia continuavano ad accettare le puntate. Meucci, 51 anni, di Monsummano, è accusato di truffa e appropriazione indebita, mentre a Roberto Giovannelli, 51 anni, di Montecatini e Roberto Tommei, 52 anni, di Montecatini, viene contestata la ricettazione.
Dopo una prima udienza saltata per un difetto di notifica il 24 gennaio è prevista una seconda convocazione in aula. La Procura della Repubblica ha individuato una trentina di parti offese che in udienza potranno costituirsi parti civili. Di sicuro sarà nel processo come parte civile, con richiesta di risarcimento danni, la Mediolanum, la banca per la quale Meucci dal 1992 al 2007 ha svolto attività di raccolta e investimento di risparmi prima di essere sospeso e poi radiato dalla Consob nel 2008. Stando ai calcoli di Mediolanum e Consob i soldi spariti ammonterebbero intorno ai 3 milioni di euro. Un fiume di denaro finito nelle scommesse sportive con giocate anche di centinaia di migliaia di euro. Soldi dei clienti a cui il promotore prospettava interessi redditizi, ma che in realtà servivano ad alimentare la smodata passione per l'azzardo da cui l’imputato all’epoca non è più riuscito a liberarsi. Oltre alla responsabilità di Meucci il processo dovrà accertare anche il ruolo dei titolari nei confronti del promotore da quale accettavano puntate pesanti frutto, per la procura, di ripetuti raggiri. Di qui l'ipotesi di reato della ricettazione.
Sono ventidue i risparmiatori che dopo aver perso i loro tesoretti hanno chiesto indietro i risparmi alla Mediolanum. Per dieci è stato raggiunto un accodo transattivo, mentre per dodici clienti la causa è ancora aperta perché la banca chiede riscontri contabili a giustificazione delle consegne di denaro al promotore infedele.
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