Sicurezza
Il cibo più forte dei pregiudizi
Piacciono i piatti degli espositori stranieri a “Voci dal mondo”
BUGGIANO
A tutti gli scettici, a quelli che davanti a un piatto che odora di speziato storcono la bocca, a quelli che non sono mai entrati in un ristorante indiano o africano: non sapete cosa vi perdete. Forse è il momento che vi ricrediate. E che abbandoniate la presentuosa convinzione che le uniche pietanze degne di nota siano la pasta e la bistecca e che la prossima volta non vi facciate scappare l'occasione di assaggiare qualcosa di diverso. I borghigiani oramai lo sanno e come ogni anno fanno la fila per partecipare alla festa interculturale.
È stata un successo "Voci dal mondo", la manifestazione dedicata all'incontro fra culture diverse, che ogni anno si svolge all'interno della polisala Gambrinus .
Giunta alla nona edizione, da novità la festa è diventata una tradizione, grazie all'organizzazione del Comune e soprattutto delle decine di comunità straniere residenti nel territorio, che per l'occasione hanno cucinato i piatti tipici dei loro paesi, offrendoli gratuitamente a tutti i partecipanti. Tanti visto che si mangiava gratis. La festa si è svolta sabato sera, preceduta da un pomeriggio in cui a essere protagonisti sono stati i bambini coinvolti in giochi dedicati all'intercultura organizzati dagli operatori del Paese di Oz.
A partire dalle 19,30 invece il protagonista assoluto è stato il cibo: cous, cous e riso con verdure e carne, crema di ceci, wurstel, empanadas, polpettine, banane fritte, crostini, zuppe di verdure e di pesce, dolci di ogni tipo e dimensione, birra, vino e tanto altro. Ce n'era davvero per tutti i gusti, per soddisfare palati più o meno fini. Circa una ventina i paesi espositori: Romania, Albania, Polonia, Germania, Svezia, Russia, Marocco, Siria, Palestina, Saharawi, Nigeria, Costa d'Avorio, Brasile, Argentina, Repubblica Dominicana, Stati Uniti d'America e, naturalmente, Italia. Un'esplosione di colori e di odori accompagnata dalla musica dei Paquito Pelota e del gruppo di percussionisti Anikè. Insomma: un'occasione per parlare di integrazione perché non c'è niente di meglio che mangiare, ridere e ballare insieme per far conoscenza e allontanare paure e pregiudizi.
Francesca Maltagliati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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