Sicurezza
«Se le auto raddoppiano poi dove le mettiamo?»
di Luca Signorini MONTECATINI Non piace la liberalizzazione delle licenze ai tassisti a lavoro in città. Non piace per una serie di motivi. Il primo riguarda proprio la concorrenza (uno degli...
di Luca Signorini
MONTECATINI
Non piace la liberalizzazione delle licenze ai tassisti a lavoro in città. Non piace per una serie di motivi. Il primo riguarda proprio la concorrenza (uno degli obiettivi della nuova misura governativa) perché, a detta degli operatori, il provvedimento “non servirebbe a niente”.
«Oggi siamo in 34 (divisi in due consorzi “Radio Taxi” e “Taxi Montecatini”, ndr) – dicono i tassisti in sosta in piazza del Popolo – domani potremmo diventare 68. Ma se già il lavoro è poco anche per noi, a che serve raddoppiare il numero di taxi?».
I dati che ci forniscono sono allarmanti per la categoria: dalle 10 corse in media nel periodo primavera-estate, si passa alle 5 dei mesi più freddi. «Gli alberghi chiudono, i turisti sono sempre meno e quelli che ancora arrivano si muovono in gruppi e viaggiano in pullman», spiegano.
Il secondo motivo fa riferimento al costo delle licenze, quantificato a Montecatini in 80mila euro, e alla licenza gratuita che il Comune dovrebbe concedere a chi già ne possiede una. «Vorrei sapere poi a chi la vendiamo questa licenza - continuano gli autisti di piazza - se non ci sono richieste. Di cosa ce ne facciamo se i clienti non si vedono? La situazione è buia».
C’è poi un terzo motivo per non volere la liberalizzazione: quello che riguarda l’intero sistema città. «Ci sono problemi di smog e polveri sottili – spiegano i tassisti da noi interpellati, che chiedono però di non pubblicare i loro nomi – il sindaco chiude il centro e organizza una ztl allargata, e i taxi aumentano. A noi sembra un controsenso. Dove li mettiamo 70 taxi in attesa qui in piazza del Popolo? Quante corsie preferenziali servirebbero? I dubbi e le preoccupazioni sono troppi per essere d’accordo con le licenze liberalizzate».
I tassisti montecatinesi, nel loro piccolo, lanciano però un suggerimento al governo Monti: «Invece di liberalizzare le licenze, sarebbe più opportuno liberalizzare i territori per dare modo ai taxi di prendere un cliente in qualsiasi località della provincia, della regione e della nazione. Oggi possiamo soltanto partire con un cliente che sale a Montecatini».
Più che in rivolta, i tassisti montecatinesi si sentono sfiduciati e amareggiati. Pensano di prendere parte allo sciopero generale del 23 gennaio ma non credono di poter organizzare una protesta specifica qui in città. «Inutile per noi fare uno sciopero – spiegano – le persone neppure se ne accorgerebbero».
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