Sicurezza
Cassonetto nauseabondo sotto la finestra
Protesta a Collodi: la proprietaria non riesce ad affittare la casa e decide di rivolgersi a un avvocato
COLLODI
Storie di rifiuti indesiderati. In via Di Sondolo, tra Collodi e Ponte all'Abate, un cassonetto per i rifiuti organici (residui di cucina, scarti di potatura e quant’altro) sta facendo infuriare una famiglia. Il contenitore dell’umido, posizionato a un passo da un muricciolo di cinta e da una ringhiera, proprio sotto un’abitazione al civico 31, è causa di dissidi e dissapori.
Luisa Bartolini è la proprietaria della villetta, una casa con tanto di garage e giardino lasciatale in eredità dai suoi genitori:«Questa casa ha valore affettivo oltre che economico. Con questo cassonetto vicino, di cui si sentono i miasmi, perde valore. Vorrei affittarla ma non ci sono ancora riuscita proprio per il sudicio qui davanti. Ho scritto al comune e all’assessore Franchini, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Ora ho deciso di muovermi con l’avvocato perché io, quel cassonetto, proprio non ce lo voglio».
Il problema numero uno è prorio la rimozione da lì di quel contenitore, ma non bastasse il cassonetto (che, per essere aperto, ha bisogno di una chiave in possesso di alcuni abitanti della strada), c’è da fare i conti anche con l’incività della gente: non tutti i rifiuti vengono buttati dentro, molti sono accumulati sul selciato o, addirittura, appesi alla ringhiera. E non c'è solo organico: si vedono mattoni, pezzi di gomma, sacchetti di cartone e di plastica. È, a tutti gli effetti, una discarica a cielo aperto.
«L’odore è forte e nauseabondo – continua Bartolini – ed è anche uno scempio da un punto di vista visivo e per chi arriva a vedere la casa. È dalla fine di agosto che sto cercando spiegazioni e che chiedo di essere ascoltata, ma nessuno mi prende in considerazione. Alla fine ci si sente presi in giro, e per questo mi muoverò per vie legali».(l.s.)
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