Il dolore
«Leopoldine, ora si muova la Regione»
Taddei (Apam) sollecita Firenze dopo gli sforzi del Comune per la riapertura del cantiere. «Piscine indispensabili»
MONTECATINI
«Speriamo che l’ottimismo del sindaco si basi su elementi a noi sconosciuti e che l’ipotesi di far ripartire a primavera il cantiere delle Leopoldine sia espressione di riscontri certi».
Francesca Taddei, voce istituzionale degli albergatori al vertice dell’Apam, ripete da tempo come un mantra che senza piscine non esiste possibilità di stare sul mercato del termalismo.
«Montecatini, intesa come città nel suo insieme, ha fatto tutto che poteva fare per concludere le Leopoldine. La Regione a questo punto deve riservare a questo progetto la stessa attenzione che presta alle grandi opere che servono per rilanciare in Toscana non solo il turismo ma la l’intesa ripresa economica. Le Lepoldine non solo un intervento locale, ma hanno una valenza regionale».Afferma l’albergatrice: «Le Leopoldine sono una necessità imprescindibile. L’amministrazione sa bene che rappresenteranno l’attrattiva per giustificare i soggiorni in città in modo da non trasformarla solo in un dormitorio. E per questo devono essere creati prodotti per attirare i turisti. Il gap da colmare con altre realta concorrenziali è evidente».
Sui costi dell’operazione Taddei non nasconde l’importanza dei numeri, peraltro saliti da 15 a 26 milioni di euro, ma sottolinea anche «che le Terme hanno un patrimonio in vendita in grado di supportare, con le banche, un investimento che è senz’altro oneroso». Le Leopoldine restano la stella cometa per la città e le sue categorie economiche «i clienti alla reception ci chiedono dove sono le piscine e noi non sappiamo che dire» sospira la presidente Apam. Le aspettative sul progetto sono altissime e lo sforzo del Comune viene rimarcato dall’associazione albergatori che pungola, invece, l’altro socio, la Regione.
Per finanziare la ripartenza del cantiere, il sindaco Giuseppe Bellandi ha garantito un flusso annuale di 1,5 milioni di euro frutto della tassa di soggiorno e di questo ringrazia i turisti. «I clienti vanno sempre ringraziati e noi albergatori lo facciamo tutte le mattine – afferma la presidente Apam -. Restiamo dell’opinione che sarebbe stata più opportuna la tassa di scopo. La ricaduta sarebbe stata su tutti gli abitanti e non sui turisti e, soprattutto, se l’opera per cui era finalizzata non fosse stata conclusa i soldi sarebbero stati restituiti. Ora, invece, aumentano le incombenze di portierato per gli hotel e dobbiamo anche spiegare ai turisti che versano qualche euro in più per avere in futuro una città più accogliente».
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