Proteste
Pescia e Monsummano senza giudici di pace
Nella proposta di legge del governo le sedi verrebbero accorpate con Pistoia. I sindaci Marchi e Vanni: «Impegno di tutti i Comuni per mantenere i servizi»
MONSUMMANO. Gli uffici dei giudici di pace della Valdinievole accorpati a quello di Pistoia.
È la proposta contenuta nel decreto legislativo messo a punto dal ministero di Grazia e Giustizia in discussione in parlamento. I tecnici del dicastero hanno redatto anche la tabella, sulla base dei carichi di lavoro e della vicinanza di altre sedi, per ridisegnare la geografia giudiziaria nella penisola. Per la provincia di Pistoia l’indicazione è quella di chiudere le sedi di Pescia e Monsummano, per trasferire tutto nella città capoluogo.
Il legislatore lascia, però, una possibilità agli enti locali che vogliono mantenere gli uffici dei giudici di pace nel loro territorio. I Comuni inseriti nell’elenco dei tagli dovranno fasi avanti e dichiarare di essere pronti a sostenere tutte le spese di funzionamento. La richiesta dovrà essere avanzata entro 60 giorni dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale del ministero delle tabelle con la lista definitiva delle sedi da tagliare.
Sia Rinaldo Vanni, sindaco di Monsummano, sia Roberta Marchi primo cittadino di Pescia, non vogliono perdere un servizio utile per la comunità. E l’idea che li unisce è coinvolgere anche gli altri Comuni.
«Per salvaguardare l’ufficio del giudice di pace sul mio territorio sono disposto a fare un ragionamento esteso anche agli altri enti – spiega Vanni – penso a Massa Cozzile, Larciano, Marliana, Montecatini e Pieve. La valutazione dovrà essere collettiva. L’area di riferimento è di circa 70mila abitanti. Non si può chiedere solo al Comune di Monsummano di farsi carico delle spese di funzionamento quando il servizio riguarda una zona così vasta».
Per il sindaco Marchi di questo possibile taglio, come di altri servizi territoriali, dovrebbe occuparsi la conferenza dei sindaci:
«Il servizio del giudice di pace va mantenuto. Dobbiamo affrontare il problema a livello di Valdinievole e di ambito territoriale. Non è pensabile sotto il profilo di strategie e risorse che questioni del genere, quando si parla di tagli, siano affidate solo al Comune che ospita il servizio».(p.b.)
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