Finanza
Per il Tettuccio si spera nell’Unesco
Le Terme sperano nell’Unesco per non fare del Tettuccio la Pompei della Valdinievole. Soldi in cassa non ce ne sono e se anche ci fossero «la priorità sono le Leopoldine» spiega il sindaco Giuseppe...
Le Terme sperano nell’Unesco per non fare del Tettuccio la Pompei della Valdinievole.
Soldi in cassa non ce ne sono e se anche ci fossero «la priorità sono le Leopoldine» spiega il sindaco Giuseppe Bellandi consapevole di dover fare delle scelte quando si tratta di decidere come e dove spendere.
«Stiamo lottando per avere, come città termali europee, il riconoscimento di patrimonio dell’Unesco - aggiunge -. È un percorso che, una volta raggiunto il traguardo, ci permetterebbe di ottenere finanziamenti internazionale».
Il progetto di restauro conservativo è pronto da anni. Servono due milioni per evitare che oltre all’acqua i turisti si imbattano anche in calcinacci pericolanti.
Il ritardo nell’affrontare un deterioramento certo e inesorabile fa salire i costi e intacca un patrimonio che resta un marchio per la città e che sarà anche di più promosso con il concorso di Miss Italia.
«Quelle crepe e i pezzi di soffitto scrostati non fanno un bell’effetto - ammette Bellandi - ma dobbiamo anche dire che ci sono da decenni. Non può essere imputato tutto a questa amministrazione o all’attuale gestione delle Terme».
Prima della riapertura della stagione i consueti controlli sulle coperture e i solai potrebbero portare altri guasti in superficie. Succede ogni anno.
Le infiltrazioni minano tetti e travi che con il sole poi si sgretolano.
I risultati finiscono sul pavimento tra le passeggiate dei turisti.
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