Sicurezza
Sos Tettuccio, ma i lavori non partono
Sempre più diffuse le aree degradate, un anno fa l’annuncio del restauro conservativo
MONTECATINI
Immaginatevi di ricevere ospiti e di farli accomodare in salotto. Se proprio l’ambiente non è un tugurio il complimento, anche di circostanza, è d’obbligo. Pensate poi che l’ospite curioso alzi lo sguardo e veda sul soffitto un angolo scrostato. E che insistendo nel suo sopralluogo visivo si imbatta pure in un solaio privo di intonaco. A quel punto per non mettere in imbarazzo il padrone di casa comincerà a dare un’occhiata altrove. Magari il complimento rimane, ma di sicuro viene sfiorito da una sicura delusione.
Bene, quello che per una famiglia è il salotto da mostrare con orgoglio per Montecatini è il Tettuccio. Maestoso nel suo imponente splendore, anche se fiaccato qua e là da segni di deterioramento sempre più estesi.
Il rosone sulla cupola del padiglione della musica restituisce in colori sbiaditi un degrado pluriennale. Comune e Terme poi devono sperare nelle stagioni secche. Scollamenti e cadute di pezzi di cornicione, spesso causate da infiltrazioni in aumento esponenziale in caso di abbondanti piogge, sono una triste consuetudine. Sono sempre più numerose le porzioni sfaldate degli angoli o dei soffitti più vulnerabili che svelano la nudità di mattoni e longarine di ferro. Un impatto che stona tra i capitelli e le decorazioni ornamentali intrise di una magniloquenza a disagio con il deperimento dell’ambiente. Per il simbolo di Montecatini che con altre località termali europee si candida ad essere riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’Unesco, esiste un progetto di restauro conservativo che langue e di sicuro non decolla. Quasi un anno fa veniva data per imminente - l’auspicio era quello di essere pronti per Pasqua - la partenza dei lavori su Tettuccio e sala Regina. Erano stati annunciati fondi per 6 milioni di euro, divisi in diversi stralci. Il primo avrebbe dovuto concentrarsi sulla risistemazione della copertura e, se se fossero rimasti dei soldi, la seconda priorità sarebbe stata la cupola del padiglione della musica. Nel frattempo i cornicioni lanciano le loro grida di dolore schiantandosi al suolo e di ponteggi non se ne vedono. Il Tettuccio resta sempre il celebrato salotto cittadino. Basta che i turisti lo ammirino senza alzare lo sguardo.(p.b.)
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