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Sfondano le vetrine per rubare brillanti

Sfondano le vetrine per rubare brillanti

Assalto all’oreficeria “Re Mida” a colpi di chiave inglese Blitz di due banditi in via Cavour: bottino di 20mila euro

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Vetrine sfondate a suon di martellate e a colpi di chiave inglese e ripulite di oro e brillanti. Un raid in pieno centro quello avvenuto in via Cavour intorno alle 18 ai danni dell’oreficeria “Re Mida” di Stefano Pasquinelli e Andrea Vannucci che ha fruttato ai banditi oltre 20mila euro di bottino.

Auto in strada. La gang non si è neanche preoccupata di parcheggiare l’auto lontana dal bersaglio. Anzi, la vettura con due complici a bordo ha aspettato gli altri due malviventi, scesi per la “spaccata”, in mezzo alla piccola strada. Si è creata una situazione per cui gli altri conducenti sono rimasti nell’inconsapevole attesa che finisse il colpo per poter proseguire la corsa.

Il blitz. Veloci e scattanti due banditi sono scesi da una Daewoo Matiz nera. Uno aveva una felpa scura, l’altro grigia. Si sono alzati il cappuccio e appena varcata la soglia senza barriere dell’oreficeria, che ha una porta antisfondamento distante dalla strada e anticipata dall’atrio con le bacheche di preziosi, hanno iniziato a spaccare le prime vetrinette a destra e a sinistra per un totale di sei mensole piene di oro e gioielli. In tutto i ripiani sono diciotto, ma il tempo a disposizione non ha permesso ulteriori impegni dei rapinatori.

L’allarme. «Ho visto che stavano spaccando tutto - racconta la commessa provata per la brutta esperienza -. Erano incappucciati. Mi hanno vista, ma non si sono avvicinati. Erano impegnati a sfondare le vetrine. Nonostante lo spavento sono riuscita a dare l’allarme. Non hanno detto niente e quindi non so se fossero italiani o stranieri».

Il bottino. Sono decine i preziosi spariti dalle mensole e finiti nei sacchi dei malviventi. Il colpo è stato rapidissimo. Dopo aver svuotato le sei vetrinette sono risaliti in auto dove c’erano i complici ad attenderli e la cui sosta aveva creato anche una piccola coda nella stretta via Cavour.

I testimoni. Un passante ha assistito alla scena ed è stato in grado di leggere alcuni numeri di targa. È stato sentito dai carabinieri intervenuti sul posto con il radiomobile, il nucleo operativo e la scientifica coordinati dal capiano Enrico Vellucci.

«Ho sentito le urla della donna e sono uscito di corsa – racconta il commesso del negozio vicino “Urban Elegance” –. Ho visto la Matiz nera, ma non sapendo cosa era successo non ho fatto caso a chi c’era sopra».

Prima volta. Stefano Pasquinelli è uno dei soci del “Re Mida”. Chi lavora nel settore mette nel conto prima o poi un episodio del genere. «Un anno fa subimmo un furto con destrezza - afferma - ma è la prima volta per una rapina vera e propria. La refurtiva è ingente, meno male che siamo assicurati. Non hanno parlato. Di sicuro erano molto giovani».

Le indagini. I carabinieri hanno visionato il filmato e in collaborazione con la polizia municipale hanno cercato di risalire al proprietario dell’auto che quasi di sicuro è stata rubata per fare il furto.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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