Il Tirreno

Montecatini

Seicento in cassa integrazione nelle aziende in crisi

David Meccoli
Vincenzo Scotellaro (Cgil) e una manifestazione di dipendenti Incom
◗
Vincenzo Scotellaro (Cgil) e una manifestazione di dipendenti Incom

Preoccupazione dalla Cgil: «Gli ammortizzatori finiranno»

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Almeno 600 in cassa integrazione, 91 in mobilità e 2.268 domande di disoccupazione ordinaria. Sono numeri da paura quelli del 2011 relativi al mondo del lavoro (si fa per dire...) in Valdinievole. E non sono neanche definitivi, visto che per le ultime due voci il periodo preso in considerazione è quello di gennaio-ottobre. La Cgil lancia un forte grido d'allarme: «Gli ammortizzatori prima o poi finiranno». Tutti in cassa. La crisi ha battuto forte in Valdinievole e non ha guardato in faccia a nessuno, mettendo in difficoltà più o meno tutti i settori. Sono circa 600, secondo la Cgil, i lavoratori attualmente in cassa integrazione nel territorio. Tre le tipologie di ammortizzatori sociali: la cassa integrazione ordinaria (decretata in seguito a una mancanza temporanea di ordini), quella straordinaria (di concessione ministeriale a beneficio di aziende industriali o che presentano bilanci in rosso per almeno due anni), e quella in deroga (per le aziende che non avrebbero diritto ad altri tipi di ammortizzatori o che hanno già usufruito di tutti i periodi di cassa).  Le (ex) magnifiche 5. Dei 600 lavoratori in cassa, circa un terzo sono impiegati in cinque aziende storiche della Valdinievole: il calzaturificio Meg di Monsummano (25 dipendenti in cassa su un totale di 91, tra operai e amministrativi); la Balducci di Pieve a Nievole, altro calzaturificio, specializzato in scarpe da bambini e attivo fin dal 1934 (un'ottantina i dipendenti, circa la metà in cassa integrazione); la Incom di Pieve a Nievole (azienda di confezioni, 108 dipendenti, 38 in cassa); la Nuova Edart (cartotecnica di Traversagna, tutti e 150 i dipendenti in cassa integrazione a girare, ovvero in media la metà lavora e l'altra metà resta a casa); la Tipografia Toscana (ora Cartografica Toscana, 58 dipendenti, 34 in cassa).  Disoccupazione. Allarmante anche la situazione sul fronte di chi il lavoro lo ha davvero perso. Dai dati dell'Inps relativi ai primi dieci mesi del 2011 risultano infatti, in Valdinievole, 91 persone in mobilità (per le aziende con più di 16 dipendenti o le imprese commerciali con più di 50 lavoratori) e ben 2.268 domande di disoccupazione ordinaria. Un numero "monstre" attenuato solo dal fatto che, all'interno di questo esercito di ex-lavoratori, ci sono anche gli stagionali impiegati nei tanti alberghi di Montecatini. Ma prima che quest'ultimo appunto faccia tirare un sospiro di (parziale) sollievo, si tenga conto che a Pistoia (dove di alberghi ce ne sono molti meno), le domande di disoccupazione sono comunque state 2.547 (e quelle di mobilità 370). E a proposito di numeri purtroppo incredibili: in Toscana, nei primi dieci mesi del 2011, sono state più di 40 milioni le ore autorizzate per la cassa integrazione.  Chi si è salvato. «Le 5 medio-grandi aziende in difficoltà - dice Vincenzo Scotellaro, coordinatore Cgil in Valdinievole - hanno in comune il fatto di essere tutte manifatturiere. Ma ci sono tanti nuovi disoccupati che vengono anche dalle aziende dei servizi. Un po' meglio è andata nel settore agroalimentare, nelle manifatture a forte vocazione di esportazioni, in chi lavora conto-terzi per le grandi griffe (anche se la Meg ha contatti con Gucci). Comunque, in generale, chi lavora esclusivamente per il mercato interno è stato maggiormente colpito dalla crisi».  Futuro nero. «Per il 2012 - prosegue Scotellaro - si prevede la stessa tendenza dello scorso anno. Con un'aggravante: per quanto tempo ancora dureranno gli ammortizzatori sociali? Prima o poi finiranno e allora, senza orizzonti di ripresa per l'economia, quale sarà il loro futuro?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini