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Montecatini

La compagnia ricorre al Tar contro il veto all’installazione, Lamporecchio resiste

Guerra legale fra Comune e Wind per un'antenna a Mastromarco

Luca Signorini
Il sindaco Chiaramonte e un ripetitore telefonico
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Il sindaco Chiaramonte e un ripetitore telefonico

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 LAMPORECCHIO. Un nuovo caso di Davide contro Golia. O, meglio: il Comune di Lamporecchio contro un atteggiamento che, secondo gli amministratori locali, non terrebbe conto delle diverse sensibilità in gioco, del volere e del bene dei cittadini.  Wind Telecomunicazioni è infatti ricorsa al Tar della Toscana contro il Comune (che ha deciso di resistere in giudizio), reo di avergli negato l'autorizzazione di installare una stazione radio base (in pratica un ripetitore) in via del Pino, nella frazione di Mastromarco.  «Secondo noi possono collocarlo in una zona più adatta, lontana dalle case e dalle strade ad alta percorrenza - spiega il sindaco Giuseppe Chiaramonte - il nostro parere negativo non è l'inizio di una guerra contro i colossi della telefonia, cosa peraltro necessaria oggigiorno, ma è una presa di posizione contro un modo di fare che non ci piace. Loro, nella primavera scorsa, hanno individuato l'area adatta e poi sono venuti in Comune a chiedere l'autorizzazione. Prima non ci hanno minimamente preso in considerazione, non ci hanno chiesto un parere, non ci hanno interpellato. Secondo il mio giudizio dovevano civilmente aprire una discussione, la decisione in questo modo sarebbe stata condivisa».  Ne è nata una raccolta di firme spontanea a sostegno dell'amministrazione comunale, un senso di malessere ha pervaso i cittadini. Basta, hanno pensato, con i soprusi e le decisioni prese dall'alto. Basta con le prove di forza. Se poi c'è di mezzo anche la salute.  Fu "Report", il programma di Milena Gabanelli su Rai 3, a sollevare la questione. I ripetitori, prima strumenti mai indicati come pericolosi, sprigionano onde elettromagnetiche dannose per l'uomo, soprattutto se il loro raggio colpisce in tutta la sua estensione un agglomerato di case, un quartiere, una località. A Lamporecchio hanno anche dato mandato a una società di studiare l'impatto vero e proprio delle onde (i risultati dell'accertamento saranno diffusi a breve) e di individuare le aree più idonee dove collocare un ripetitore. In paese di queste antenne ce ne sono già quattro e, in passato, altre proteste si levarono. In quel caso, però, vinsero le compagnie telefoniche: dalla loro la concessione di un servizio di cui non possiamo più fare a meno.  Ora (con la resistenza in giudizio affidata all'avvocato Franco Arizzi) la storia è diversa: «Aspettiamo il responso del Tar - conclude il sindaco - abbiamo fiducia in un giudizio positivo nei nostri confronti. Questa vuole essere un'azione che sia di esempio per tutti. Dopo la sentenza, siamo sempre disponibili ad avviare un civile dibattito con la Wind, non ci muoviamo per partito preso».

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