Il dolore
Una folla ammutolita dal dolore
Luca Signorini
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Larrivo della salma in chiesa Ieri i funerali della giovane commessa Antonella Luciano
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MONSUMMANO. Una folla composta e silenziosa ha salutato Antonella Luciano, 23 anni, la commessa del panificio Trovò di Pieve, morta dopo un malore fulminante martedì notte. A fatica le persone entravano nel Santuario della Fontenuova. C'erano le sue colleghe, gli ex compagni dell'istituto Einaudi di Pistoia, gli amici, i parenti, i paesani di Cintolese che l'avevano vista nascere. Lei ragazza semplice e solare, legata alla famiglia, alle sorelle di 18 e 20 anni, al suo paese, alla sua palazzina di via Bracona. Al suo mondo. Era in una bara bianca, lucida, cosparsa di mazzi di fiori, anche loro bianchi. Una giovane vita spezzata dopo un normale attacco febbrile di stagione, come ce ne sono tanti. Neppure l'autopsia di giovedì mattina all'ospedale di Pescia ha saputo dare una risposta a questa assurda morte. Ci saranno da aspettare esami più approfonditi. Un'ipotesi fatta dagli specialisti è quella della miocardite, un'infiammazione del muscolo cardiaco forse provocata dall'influenza. Ma è solo un'ipotesi. Ieri era il giorno del lutto, non delle supposizioni. «La doniamo a te, perchè la sua giovinezza rifiorisca accanto a te, nella tua casa», ha detto don Gianni nella sua omelia. E, ancora: «È un invito a guardare il cielo per scoprire che saremo sempre con il Signore, ovunque andremo. Non ci sono altre parole terrene. Questo è un dolore che ci deve far riflettere». L'abbraccio della città a Antonella è stato rispettoso, non urlato. Il dolore della famiglia non è fatto di pianti e grida, ma composto nel dolore. «Oggi vogliamo offrirle tutto il nostro amore», ha detto il parroco. È dall'amore che si riparte, è con l'amore che si vive. E dall'amore, in una notte fredda e senza spiegazioni, che si muore. Senza nessuna spiegazione.
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