Sicurezza
LA LETTERA
Con la liberalizzazione degli orari cittadini ancor più schiavizzati
don Raffaello Giusti Unità Pastorale della Valleriana
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La proposta del governo Monti di liberalizzare l'orario dei negozi conferma la convinzione che i professori della Bocconi potevano fare a meno di scomodarsi per defraudare ulteriormente i cittadini, per accontentare il mondo delle banche e della finanza. La liberalizzazione degli orari dei negozi (e perché non quelli di asili e scuole, delle banche, degli uffici e dei musei?) farà chiudere migliaia di piccoli negozi, quelli dietro l'angolo che rendono i nostri quartieri ancora a misura d'uomo, e sarà la strenna di befana alle grandi catene commerciali che non hanno difficoltà a reperire personale disposto, con l'acqua alla gola, a lavorare secondo orari disumani e remunerazioni da fame. Già l'apertura domenicale dei negozi ha disumanizzato la vita di non poche famiglie, che non si ritrovano insieme almeno una volta alla settimana (e senza considerare il fatto che viene soffocata la libertà di culto). E pensare che anche il faraone lasciò uscire gli schiavi ebrei dall'Egitto per rendere culto al loro Dio. A parole si vuole tutelare la famiglia e la dignità della persona, ma nei fatti è la finanza che detta legge e schiavizza. Anche questa è comunque una beffa del cittadino modesto e onesto, cui è stato annunciato di perdere centinaia e centinaia di euro e, al contempo, lo si invita a spendere, senz'altro per beni superflui. L'augurio per l'anno nuovo è che la luce del Natale, illuminando la coscienza, faccia aumentare il numero degli indignati per rovesciare questo sistema che tutti seduce, addormenta e stritola.
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