Finanza
Confesercenti a disposizione per i chiarimenti sulla riforma
Agenti di commercio in difficoltà con le nuove quote di vecchiaia
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Stefano Giachetti della direzione area amministrativa della Confesercenti 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Nella riforma pensionistica Monti-Fornero sono state introdotte penalizzazioni e incentivazioni rispetto alla data in cui si decide di andare in pensione. L'innalzamento progressivo dell'età pensionabile è parzialmente compensato dalla scomparsa del meccanismo delle "finestre mobili", quel sistema che costringeva, una volta raggiunti i requisiti, ad attendere 12 mesi per i lavoratori dipendenti e ben 18 per i lavoratori autonomi. Infatti, già nel 2011, i lavoratori uomini del settore autonomo andavano in pensione di vecchiaia a 66 anni e mezzo mentre, con la nuova riforma, per il 2012 basteranno 66 anni (cioè 6 mesi prima). «Novità - spiega Stefano Giachetti, della direzione area amministrativa Confesercenti - sono previste da quest'anno, ma in questo caso peggiorative, anche per i rappresentanti e gli agenti di commercio, iscritti all'Enasarco, per andare in pensione di vecchiaia. Che dal 2012 sarà legata alle cosiddette "quote" tenendo conto di un'età minima (che varia nel tempo per le donne fino al 2020) e un'anzianità contributiva minima di 20 anni sia per l'uomo che per donna. Per quest'anno la quota per gli uomini è 86, che si può raggiungere con un'età minima di 65 anni e 21 di contributi, oppure con 66 anni di età e 20 anni di contributi. Mentre per le donne la quota è 82 che si può ottenere con un'età minima di 61 anni e con 21 anni di contributi, o 62 anni e 20 di contributi». Per ulteriori informazioni al riguardo ci si può rivolgere al patronato Itaco/Confesercenti, nella sede di via Foscolo (tel. 0572 957237).
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