Finanza
Beni comunali: asta deserta
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Situazione dei conti sempre più delicata a Palazzo del VicarioA vuoto anche il secondo tentativo di vendere l'ex magazzino
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PESCIA. Sono di nuovo andate deserte le aste indette per l'alienazione dei magazzini comunali delle Macchie di San Piero e della colonica con i terreni di via Fiorentina. Per la seconda volta nel giro di pochi mesi fallisce il tentativo di vendere dei beni non utilizzati. Tentativo, quello dell'amministrazione comunale, per ricavare denaro che sarebbe dovuto servire a ripianare il buco di bilancio di un milione e 659mila euro accertato nel consuntivo 2010. Adesso è molto probabile che da parte del Comune si decida di tentare una nuova vendita, magari abbassando ulteriormente la cifra di partenza dell'asta. È anche vero che il valore dei due beni oggetto dell'incanto aveva già subito recentemente una diminuzione, dopo un primo tentativo andato sempre deserto. Difatti il valore della colonica di via Fiorentina, dopo una stima compiuta da una terna di esperti, era sceso dagli iniziali 200mila a 191mila euro, mentre era rimasto invariato (a 800mila euro) quello dei terreni annessi. Il valore dei magazzini comunali, invece, era sceso dall'iniziale un milione e 480mila euro a un milione e 131mila euro, circa 350mila euro in meno. Sarà quindi difficile compiere un ulteriore ribasso, anche se - dall'altra parte - per il Comune è a oggi di fondamentale importanza riuscire a vendere. Questa voce, infatti, costituisce un elemento fondamentale per rientrare dal deficit, impresa altrimenti difficile, per non dire impossibile, ricorrendo soltanto al taglio della spesa. Il disavanzo, secondo la legge, deve essere ripianato in tre anni e almeno una parte di esso deve essere iscritta nel bilancio del primo dei tre. Così nel preventivo 2011 erano state inserite, fra le entrate, i proventi della vendita dei due beni, vendita che però, alla fine, non si è realizzata. Si sono così purtroppo avverati gli avvertimenti dell'ex collegio dei sindaci revisori che aveva considerato rischioso puntare solo sulle alienazione per rientrare del deficit. Rammarico viene espresso da parte del vicesindaco, Franco Baldaccini: «Purtroppo anche stavolta non abbiamo ricevuto offerte. Il momento che viviamo è critico e anche da parte di chi potrebbe permettreselo c'è molta più attenzione ed è difficile che si decida di rischiare un nuovo investimento. C'è inoltre da parte di tutti una maggiore difficoltà nell'accesso al credito, altro problema di non poco conto». Oltre alla crisi la colpa delle mancate vendite, almeno in passato, venne attribuita dal sindaco di Pescia Roberta Marchi ad alcuni componenti dell'opposizione, colpevoli a suo dire di aver dissuaso eventuali compratori con le loro dichiarazioni: «Certamente non ha aiutato - aveva infatti dichiarato il sindaco in occasione della prima asta deserta - che si continuasse a dire che stavamo svendendo i beni del Comune e nemmeno chiedere l'intervento della Corte dei Conti».
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