Il Tirreno

Montecatini

«L'unica soluzione è liberalizzare»

Alessandro Gasperini
Andrea Stefanelli, presidente regionale del sindacato Faib Confesercenti, al lavoro nel suo distributore Esso in corso Matteotti
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Andrea Stefanelli, presidente regionale del sindacato Faib Confesercenti, al lavoro nel suo distributore Esso in corso Matteotti

Stefanelli (Faib) spiega i costi a carico anche dei gestori

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MONTECATINI. «Sì, è vero: ad ogni aumento sentiamo sempre il solito ritornello. "Eh, vi va bene a voi benzinai eh? Fate i soldi". Ma non è per niente così. Anzi, è il contrario. E vi spiego perché».  Andrea Stefanelli, gestore del distributore Esso di corso Matteotti, è il presidente regionale del sindacato Faib Confesercenti. Ed è lui a guidarci nella jungla dei rincari dei carburanti e della "guerra tra poveri". Perché in questa categoria inserisce anche i suoi colleghi, oltre ai sempre più spennati automobilisti.  «Ma sapete qunto prendiamo noi per ogni litro di benzina o gasolio? La nostra parte è 0,04 euro, 4 centesimi per capirci meglio. E non un millesimo di più, nonostante i recenti rincari. Che dal primo gennaio sono stati di 0,061 ero al litro. Ci hanno pensato le accise, con la manovra Salva Italia di Monti prima, e l'aumento di 5 centesimi (solo sulla benzina e non il gasolio) deciso dalla Regione Toscana poi, per finanziare la ricostruzione post alluvione in Lunigiana».  Tutta colpa di governo ed enti locali, dunque? «Certo che no. I petrolieri hanno le loro belle responsabilità. Controllano tutta la filiera e decidono i prezzi, le consegne, i tempi e i modi di pagamento. Adesso con le esercitazioni navali iraniane nel Golfo Persico, c'è da aspettarsi qualche altro ritocco».  Insomma, una spirale senza fine... «Qualcosa si potrebbe fare e noi come sindacato lo diciamo da anni. Vediamo ora con il governo Monti, che ha annunciato le liberalizzazioni nella cosiddetta fase due della manovra, se si deciderà di mettere mano anche a un settore così strategico come quello energetico. La cosa da fare è togliere il vincolo di esclusiva e mettere finalmente in concorrenza i petrolieri».  Per voi cosa significherebbe questo? «Vorrebbe dire fare gli imprenditori come in qualunque altro settore: ci si guarda attorno e si compra dove ci conviene di più. Magari da un distributore più vicino, che ti fa risparmiare sui costi di trasporto, perché no? Adesso, invece, sa come funziona? Le compagnie ti fissano il prezzo a cui sei costretto a pagare il carburante, e lo devi fare sull'unghia. Al massimo ti concedono dilazioni di 5 giorni, a patto che tu presenti però una bella fidejussione. Per noi i rincari sono solo una doppia rimessa: provocano una indubbia contrazione dei consumi, almeno nel primo periodo, con gli automobilisti spaventati dalle cifre; e allo stesso tempo significano un aumento dei costi per i gestori delle pompe. Un esempio? Se per una cisterna di benzina e gasolio qualche tempo fa pagavo 50mila euro, adesso ne devo tirar fuori 67mila. E il mio ricavo al litro, come ho detto prima, è sempre quello di prima».

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