La manifestazione
Il Comune aderisce alla campagna nazionale LItalia sono anchio contro la xenofobia
Da Massa una mobilitazione per i diritti
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Claudio Barbi 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA COZZILE. Il Comune ha aderito a "L'Italia sono anch'io". Nell'ultima seduta del 2011 il consiglio ha infatti approvato l'ordine del giorno presentato dal vicesindaco Claudio Barbi sull'adesione alla campagna nazionale per i diritti di cittadinanza ed il diritto di voto per le persone di origine straniera. «A pochi giorni dalla strage di Firenze - spiega Barbi - quest'ordine del giorno deve essere considerato un segnale politico chiaro, un no fermo e deciso verso certe derive xenofobe che talvolta rischiano di trovare sponde fertili anche nel nostro territorio. È anche per questo motivo che la proposta, rientrante a pieno titolo nello spirito dell'articolo 3 della Costituzione italiana, è stata recepita in maniera convinta dal consiglio. Ottenere la cittadinanza in Italia è un percorso a ostacoli, difficile e lungo più che in altri paesi europei». A cambiare qualcosa ci stannp provando oggi 19 associazioni della società civile che, con il sostegno dell'Anci, propongono due leggi di iniziativa popolare: la prima per estendere il diritto di voto nelle elezioni amministrative ai cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia da almeno 5 anni; la seconda per semplificare le procedure per ottenere la cittadinanza, stabilendo che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere considerati cittadini italiani. Il percorso si è avviato con la raccolta firme e anche in Valdinievole si è da poco costituito un Comitato dell'iniziativa nazionale denominata L'Italia sono anch'io. «All'ordine del giorno - conclude Barbi - sarà data piena diffusione, perchè pervenga ai cittadini massesi, alle organizzazioni sindacali e datoriali, alle associazioni culturali e di volontariato presenti nel territorio comunale al fine di incrementare le già numerose firme raccolte. I giovani soprattutto sono una risorsa preziosa, e molti sono stranieri. Non possiamo permettere che si sentano esclusi dalla vita dei nostri comuni; diamo loro i diritti di cui gode il cittadino italiano, condizione necessaria per sentirsi parte integrante di una comunità e di condividerne quindi anche i doveri».
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