Il Tirreno

Montecatini

Il rammarico della storica commessa: «Ormai al mercatino ci sono sempre più cinesi e addio prodotti tipici toscani»

Chiude dopo 65 anni negozio di confezioni al Grocco

Sandra Carli assieme all’ultima commessa delle Confezioni Alice
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Sandra Carli assieme all’ultima commessa delle Confezioni Alice

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 MONTECATINI. I morsi della crisi aggrediscono sempre di più il commercio. «Fa piacere leggere quanto avete scritto sulle nuove aperture di negozi a ridosso del centro, ma purtroppo continuano anche le chiusure di attività storiche». Così si presenta Sandra Carli, che per 35 anni è stata la commessa di una delle attività più antiche (e l'aggettivo, in questo caso, non è esagerato) della città: le Confezioni Alice di viale Grocco. «E stato il primo negozio del mercatino, aperto 65 anni fa, dove prima c'erano le stalle. Ed oggi è al suo ultimo giorno di attività».  La signora Carli da qualche anno non lavora più alle dipendenze della famiglia Rastrelli, da sempre proprietaria di questo tipico negozio di artigianato toscano. Ma è lì a dare una mano all'ultima commessa impegnata a mettere la merce negli scatoloni da portare via. «Voglio chiarire subito - dice - che sia io che la ragazza che mi ha sostituito siamo molto grati ai Rastrelli che ci hanno fatto lavorare per così tanti anni. Se da domani la saracinesca resterà abbassata la colpa non è certo loro, ma della situazione che ormai si è venuta a creare al mercatino».  Sandra ricorda ancora quando, non moltissimo tempo fa, da viale Grocco «ogni giorno transitavano almeno cinquecento persone. Oggi saranno sì e no la metà. E i clienti si fermano per lo più ad acquistare l'oggetino, la roba bella non la prende più nessuno. Ormai tante attività sono passate di mano, acquistate soprattutto da cinesi. E si è persa però la tipicità dell'offerta del mercatino. Un negozio come il nostro, che vendeva prodotti originali toscani (biancheria da tavola e da letto, ricami, pizzi) è diventato quasi una rarità. Ormai sui banchi si trovano sempre di più cineserie, le stesse cose che i turisti possono comprare in ogni altro angolo del mondo».  Insomma, è una storia di lento declino di cui la storica commessa è testimone diretta. «I subentri - riflette - hanno fatto sì che non ci siano poi troppe saracinesche abbassate, ma la qualità ne ha senz'altro risentito. C'è da chiedersi come fanno a pagare l'affitto, e il suolo pubblico, in una situazione come questa. Noi non riuscivamo più neanche a coprire le spese e per questo i proprietari sono stati costretti a chiudere». A.G.

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