Il dolore
Liberi tutti, ma nessuno si muove
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Il centro commerciale Ipercoop e shopping nei negozi del centro; sotto lassessore Tosi In Valdinievole per adesso non ci sono annunci ufficiali sulle domeniche di apertura
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MONTECATINI. Si va verso una completa liberalizzazione del commercio in Valdinievole, ma per ora nessuno fa la prima mossa e pensa più a marcare a vista la diretta concorrenza. Così l'Unicoop «valuterà caso per caso», ma c'è da scommettere che indirizzerà le proprie attenzioni sull'Esselunga di Pescia e sulla Conad di Monsummano. E dai Comuni arrivano scarse indicazioni: Buggiano ha già scelto la linea-Monti, mentre a Montecatini «se un negozio resta aperto per ora non succede nulla». Stato versus Regione. La manovra approvata dal governo Monti a fine dicembre prevede una liberalizzazione del settore, dove chiunque (negozi e supermercati) potrà aprire a qualsiasi ora (anche 24 ore su 24) e in qualsiasi giorno dell'anno (in pratica tutte le domeniche). La Regione, che ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale ribadendo la propria potestà legislativa in materia di commercio, in attesa di un pronunciamento ha stabilito, nell'ultima legge finanziaria, che i negozi potranno restare aperti fino a un massimo di 13 ore al giorno e ha confermato, in linea generale, le chiusure di domenica e nei giorni festivi (eccetto dicembre), con deroghe da concertare tra enti locali, associazioni e sindacati. Disorientati. I Comuni potrebbero ora prorogare le vecchie disposizioni, in attesa di una nuova concertazione, ma schierandosi dalla parte della Regione rischierebbero di vedersi impugnata l'ordinanza dai commercianti (soprattutto dai supermercati) e, in caso di accoglimento, andare incontro a un ingente risarcimento danni per mancati introiti. E allora, dato che le ordinanze con le quali in Valdinievole si regolava la materia sono scadute il 31 dicembre, le amministrazioni hanno deciso di... non decidere. «Per il momento - dice l'assessore alle attività produttive Fabio Tosi - non abbiamo preso una decisione definitiva, e come noi nessuno degli altri Comuni del territorio. Ci dovremo vedere e trovare una posizione unica». Solo a Buggiano (nel cui territorio c'è una Coop) è già stata firmata un'ordinanza nella quale per tutto gennaio si deroga all'obbligo di chiusura domenicale. In altre parole al Borgo è passata la linea del governo. Impuniti. E' il 15 gennaio che sapremo se avrà vinto la liberalizzazione o la concertazione, se nella battaglia del commercio si sarà imposto lo Stato o la Regione. Visto infatti che per l'Epifania e per domenica prossima era già stato trovato un accordo per il quale in tutta la Valdinievole i negozi sarebbero comunque rimasti aperti, l'appuntamento per la "resa dei conti" è per il 15. Ma cosa succederà se un negozio (o un supermercato) decidesse di restare aperto (e così anche per le domeniche successive)? «Non essendoci specifiche delibere non accade nulla», risponde l'assessore Tosi. Anche perché si prospetterebbe il problema di cui si parlava prima: se un vigile facesse un verbale a un commerciante, poi è il Comune che rischierebbe grosso qualora a "vincere" fosse lo Stato e non la Regione. I "piccoli". Pronti a prendere al volo l'occasione del "liberi tutti" i negozi di vicinato. Soprattutto quelli che stanno ai margini del centro e che sono stati penalizzati dalla concertazione (che ha tolto loro la possibilità di aprire, oltre che in alcune festività, anche in due domeniche). «Lo abbiamo sempre sostenuto: o tutti aperti o tutti chiusi», dice Alberto Brizzi, dell'omonimo negozio di confezioni. «L'ideale - dice Sauro Zannelli, Elleffe calzature - sarebbe tornare alla distinzione tra comuni turistici e non. Perché al di là di una prima reazione favorevole alla liberalizzazione selvaggia, la paura è che a beneficiarne possa essere la grande distribuzione». I "grandi". I supermercati si marcano stretti e attendono che sia l'"altro" a fare la prima mossa. Ma la tendenza è per l'apertura generalizzata. «Dovremmo trovare una linea comune - dice Giovanna Pazzini, responsabile delle Conad di Monsummano - altrimenti non si potrà che andare verso quanto stabilito dalla legge nazionale». E un sì convinto alle liberalizzazioni arriva anche dalla Conad del Tirreno. «Dove c'è possibilità di farlo - dicono dalla sede centrale di Esselunga - siamo sempre per restare aperti». «Noi non apriremo le ostilità - dice Turiddo Campaini, presidente Unicoop Firenze - dopodiché ci sentiremo liberi di agire a nostra tutela». Se la concorrenza sfrutterà l'occasione, prosegue Campaini, «valuteremo caso per caso come reagire: abbiamo la libertà di poter dire che se c'è chi apre due domeniche noi apriamo quattro e poi si discute». E seguiranno la linea dell'Ipercoop anche Decathlon e Scarpe&Scarpe: «Se sta aperto il centro commerciale, lo faremo anche noi», dicono i direttori. David Meccoli ALTRO SERVIZIO A PAG. 2
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