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Stoccata dei vertici comunali e provinciali all’ex sindaco accusato di non seguire il partito

Il Pd "sfratta" Abenante

L’ex sindaco e attuale capogruppo del Pd Antonio Abenante
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L’ex sindaco e attuale capogruppo del Pd Antonio Abenante

I segretari Niccolai e Petrini: «Rappresenta se stesso»

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 PESCIA. «Se fosse coerente con le sue affermazioni, dovrebbe trarne immediatamente le conclusioni. Certo è che Abenante rappresenta ormai solo formalmente il Pd nel consiglio comunale».  Una considerazione che sa di invito a lasciare il partito quella che arriva dal segretario provinciale del Pd, Marco Niccolai e da quello comunale, Davide Petrini.  E arriva sotto forma di una nota scritta, tanto per sottolineare l'ufficialità di un'intimazione di "sfratto".  «Abbiamo letto con meraviglia i cosiddetti auguri del capogruppo Antonio Abenante, che almeno sentiamo per mail, visto che da mesi e mesi ormai non partecipa alle riunioni del proprio partito d'appartenenza, che dovrebbe rappresentare all'interno del consiglio comunale. Le espressioni qualificano le persone e il tono delle parole usate da Abenante la dice lunga sotto molteplici aspetti: espressioni sgradevoli verso il Pd e i suoi militanti, infondate nel merito e irricevibili nei toni, che quindi ritornano alla stessa velocità di un boomerang al proprio mittente».  Niccolai e Petrini sollecitano l'ex sindaco: «Se Abenante pensa questo del Pd, per quale motivo vorrebbe continuare, almeno nel nome, a rappresentarlo nelle istituzioni pesciatine? Forse perché è il primo partito del Paese e forse anche di Pescia?» Secondo i vertici locali e provinciali del Pd «Abenante è stato richiamato, nel luglio scorso, dall'assemblea comunale a una semplice regola logica: per rappresentare un partito e non se stessi, bisogna conoscerne il pensiero. Se invece si ha la presunzione di inventare o interpretare in solitario la linea politica del Pd, è bene ricordare che il quadro politico abbonda di partiti personali. Non si rappresenta un partito, ma se stessi, quando si disertano ormai da mesi e mesi le sedi di discussione e confronto del partito, dove è sempre stato invitato a partecipare, preferendo vivere politicamente ai margini del partito ed esercitando sempre la sua azione in modo indipendente e autonomo, senza mai condividere le linee né con l'assemblea, né con la segreteria comunale».  Per Niccolai e Petrini proporre, come ha fatto Abenante a titolo personale, «visto che non l'ha condiviso con il proprio partito, di sostenere indirettamente il sindaco Marchi qualora avesse deciso di nominare tre assessori tecnici è un'ipotesi a dir poco fantasiosa oltre che non percorribile. Stiano tranquilli gli elettori democratici, che erano disorientati nel leggere questa fantasiosa ipotesi: siamo chiaramente alternativi alla giunta Marchi, incapace di far fronte alla situazione in cui versa il Comune e impegnati a costruire a Pescia come ad ogni livello alleanze coese e credibili di centrosinistra e non corriamo dunque dietro a bizantinismi incomprensibili. Il Pd a Pescia si sta risollevando dopo anni e anni di difficoltà nell'iniziativa e presenza politica, di cui ora si capiscono più chiaramente alcuni motivi».

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