Sicurezza
Il declino del Kursaal, un simbolo senz'anima
Nel complesso-icona che ha ospitato attori e teste coronate di mezzo mondo ci sono solo poche attività e studi professionali. Pochissime le attività commerciali, quasi tutti i fondi devono essere ancora affittati o venduti
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Il Kursaal, simbolo dello stile Liberty, emblema dell'età d'oro di Montecatini come città termale, si sta trasformando in una cattedrale nel deserto. I suoi 60mila metri quadri, al momento dell'inaugurazione nel 1905, ospitavano un teatro, un ristorante, un caffè e locali di rappresentanza. Il suo giardino di piante esotiche era un'attrazione. Per anni è stato un vero e proprio tempio della mondanità, conoscendo personaggi come Totò, Aldo Fabrizi e Carlo Dapporto, tanto per fare qualche nome di attori italiani, ma anche tante star internazionali, dal principe Ranieri di Monaco con la moglie Grace Kelly, a Deborah Kerr a Audrey Hepburn e Orson Welles; ma l'elenco sarebbe lunghissimo.
Oggi invece ha perso sia la sua essenza vitale, sia il suo stesso nome, che significa appunto locale pubblico di ritrovo mondano. Dopo esser stato al centro di vicende giudiziarie, tra gli anni Ottanta e Novanta, c'era stata l'illusione che potesse tornare a nuova vita, diventando un colosso con un centinaio di appartamenti e negozi. Non è stato così. Basta passeggiare all'interno per accorgersi che ben pochi pedoni si spingono oltre i portali maestosi, la maggioranza delle persone non entra all'interno. Ci sono solamente sei attività commerciali e sulle vetrine del resto del plesso troneggiano i cartelli con su scritto affittasi o vendesi.
Qua e là qualche passante di fretta. Vi sono uffici di professionisti, di notai, di commercialisti e medici. Ma l'edificio appare freddo e privo di vita. «Le cifre degli affitti sono troppo alte - dichiara Francesco Ferretti di Orologi d'epoca e concessionario Panerai - Per un fondo vengono chiesti circa tremila euro. Nonostante la posizione in centro, le persone non vengono a passeggiare in quest'area. Mancano i negozi di richiamo e il Comune dovrebbe creare qualche manifestazione, altrimenti si profila il rischio che quest'ambiente diventi appannaggio della microcriminalità». «Avevamo avanzato alcune proposte all'amministrazione per organizzare degli eventi e vitalizzare l'ambiente, ma non sono state approvate - aggiunge Daniele Valiani di Art Kapelli - dovrebbero valorizzare questa unica area veramente pedonale di Montecatini».
«Ci siamo solo noi: pochi uffici, qualche studio, ma non c'è nessuna attrattiva - conclude il dottor Carmelo Buccino - I fitti sono effettivamente alti. Il Comune dovrebbe intervenire, non solo attraverso l'organizzazione di eventi per promuovere la zona, ma anche con agevolazioni fiscali, inducendo i proprietari dei fondi a concedere i propri immobili. Se gli affitti fossero più bassi, nuove attività potrebbero aprire».
E.G.
Oggi invece ha perso sia la sua essenza vitale, sia il suo stesso nome, che significa appunto locale pubblico di ritrovo mondano. Dopo esser stato al centro di vicende giudiziarie, tra gli anni Ottanta e Novanta, c'era stata l'illusione che potesse tornare a nuova vita, diventando un colosso con un centinaio di appartamenti e negozi. Non è stato così. Basta passeggiare all'interno per accorgersi che ben pochi pedoni si spingono oltre i portali maestosi, la maggioranza delle persone non entra all'interno. Ci sono solamente sei attività commerciali e sulle vetrine del resto del plesso troneggiano i cartelli con su scritto affittasi o vendesi.
Qua e là qualche passante di fretta. Vi sono uffici di professionisti, di notai, di commercialisti e medici. Ma l'edificio appare freddo e privo di vita. «Le cifre degli affitti sono troppo alte - dichiara Francesco Ferretti di Orologi d'epoca e concessionario Panerai - Per un fondo vengono chiesti circa tremila euro. Nonostante la posizione in centro, le persone non vengono a passeggiare in quest'area. Mancano i negozi di richiamo e il Comune dovrebbe creare qualche manifestazione, altrimenti si profila il rischio che quest'ambiente diventi appannaggio della microcriminalità». «Avevamo avanzato alcune proposte all'amministrazione per organizzare degli eventi e vitalizzare l'ambiente, ma non sono state approvate - aggiunge Daniele Valiani di Art Kapelli - dovrebbero valorizzare questa unica area veramente pedonale di Montecatini».
«Ci siamo solo noi: pochi uffici, qualche studio, ma non c'è nessuna attrattiva - conclude il dottor Carmelo Buccino - I fitti sono effettivamente alti. Il Comune dovrebbe intervenire, non solo attraverso l'organizzazione di eventi per promuovere la zona, ma anche con agevolazioni fiscali, inducendo i proprietari dei fondi a concedere i propri immobili. Se gli affitti fossero più bassi, nuove attività potrebbero aprire».
E.G.
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