Sicurezza
Collette per la tassa di soggiorno
David Meccoli
La raccolta dei soldi affidata ai capigruppo delle comitive in gita
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MONTECATINI. Buona la prima per la tassa di soggiorno. Da ieri gli alberghi devono far pagare una nuova imposta ai clienti per ogni notte passata in città, ma sembra che per il momento sia filato tutto liscio. Una prima preoccupazione degli operatori era legata al fatto che i gruppi (ovvero la grande maggioranza della clientela alberghiera montecatinese), con i quali era stato concordato un prezzo di accoglienza ormai da tempo (talvolta si chiudono i contratti con molti mesi di anticipo), potessero fare storie sull'obbligo di pagamento della tassa. «Ho parlato con alcuni miei colleghi - dice Francesca Taddei, presidente Apam - e mi hanno detto di aver risolto il problema incaricando il capogruppo della raccolta della cifra che singolarmente ogni cliente deve pagare. Una sorta di colletta che, almeno per ora, ha sortito i suoi effetti». Già, perché il vero rischio che si portava con sé la tassa di soggiorno era (e comunque resterà) quello che qualcuno potesse decidere di non volerla pagare. In quel caso l'albergatore dovrà raccogliere i dati del cliente e poi comunicare al Comune (al quale vanno in ultima istanza i proventi dell'imposta, che serviranno per nuovi investimenti nel campo del turismo) il rifiuto. «Il primo giorno - dice Alessandra Bartolozzi di Asshotel - è filato tutto liscio e non ho notizie di rifiuti di pagamento». «Qualche cliente ha storto la bocca - aggiunge Andrea Birindelli di Pistoia Turismo - ma per ora hanno pagato tutti». Gli albergatori sottolineano però due ulteriori problematiche collegate alla tassa di soggiorno. La prima riguarda i possibili pagamenti da parte del cliente con la carta di credito o il bancomat, che generano trattenute da parte dei rispettivi circuiti. In sostanza l'operatore si troverebbe a pagare di tasca propria una percentuale sulla tassa. «Per ora - dice Birindelli - i clienti hanno disgiunto i pagamenti: con la carta hanno pagato la camera e con i contanti hanno regolato l'imposta». «A tutto questo - dice Bartolozzi - si somma il problema dei nuovi rilevamenti telematici delle presenze, che prima compilavamo a mano e che ora dobbiamo mandare sia in Provincia che in Questura. Una ulteriore perdita di tempo che alcuni hanno cercato di risolvere incaricando della compilazione addirittura il portiere di notte».
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