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Servizi ambulatoriali a rischio

Manifestazione in difesa dell’ospedale
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Manifestazione in difesa dell’ospedale

Allarme del Comitato pro ospedale: «Verso il Chronic medical model»

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 PESCIA. Via le specialistiche ambulatoriali dal Cosma e Damiano: questo l'allarme lanciato dal "Comitato Valdinievole per l'Ospedale". Allarme sollevato da alcune indiscrezioni interne allo stesso nosocomio.  «Solo una settimana fa sono stati inaugurati i locali della filanda - si legge sulla nota del Comitato - nuova struttura all'interno della quale sono già stati spostati alcuni servizi, e altri vi saranno portati in breve tempo. Bene. È senza dubbio una novità positiva. Ci sembra meno buona, invece, la notizia che ci è arrivata da voci amiche all'interno dell'ospedale, una voce che ci auguriamo venga smentita ufficialmente nei prossimi incontri che abbiamo in programma a Firenze con l'assessore regionale Daniela Scaramuccia e con il direttore generale della Asl3 Alessandro Scarafuggi. Ci dicono che, nell'ottica degli ospedali funzionanti con il modello per intensità di cure, le specialistiche ambulatoriali siano destinate a sparire dagli ospedali per essere portate sul territorio».  Sarebbero in partenza, secondo questo schema, i cosiddetti "Chronic medical model" (in sigla Cmm), «strutture nelle quali consorzi di medici di base, pagati extra dalla Regione per questo ulteriore servizio, si occuperanno di malattie croniche, assistiti da infermieri con preparazione specifica. Nel caso del diabete, ad esempio, sarebbero i medici di famiglia a selezionare i pazienti più gravi per i quali i diabetologi ospedalieri dovrebbero intervenire nei Cmm».  È proprio diabetologia il servizio utilizzato quale esempio dal Comitato: «Per quanto riguarda la diabetologia pesciatina, parrebbe che il modello di riferimento debba diventare quello di Pistoia. Una struttura più rigida, programmata, di fatto con meno spazi disponibili per i pazienti che presentino problemi. Una rigidità di accesso che si teme possa creare disagi ai malati, che dovranno superare step adesso inesistenti per comunicare con i medici. L'informatizzazione del servizio, in sé positiva, dovrebbe servire per dimostrare con i numeri l'importanza di mantenere aperta la struttura. Si teme, invece, che allontani, di fatto, i pazienti, provocando una diminuizione delle prestazioni che, a sua volta, causerebbe la riduzione dei servizi offerti, magari, come già succede in altri campi, tenendo attiva una sola equipe operante a giorni alterni negli ospedali di Pescia e Pistoia».  «Un risultato che ci segnalano essere già evidente - chiude la nota del Comitato - è l'allungamento degli intervalli fra una visita e l'altra, periodi di tempo nei quali il malato spesso si sente abbandonato a sé stesso, pur se seguito dai medici curanti. Solleveremo questa questione nelle sedi preposte, così come ci aspettiamo risposte alle numerose altre domande che abbiamo posto».

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